Silvano Cavarretta ha cinque proposte sull'archeologia. Il coordinatore provinciale del Partito repubblicano le ha elencate illustrandole in una lettera spedita alla Soprintendente archeologica della Calabria Elena Lattanzi, all'archeologo responsabile del Museo archeologico nazionale di Crotone Roberto Spadea, al ministro per i beni culturali Giuliano Urbani, all'assessore regionale ai beni culturali Saverio Zavettieri, all'assessore provinciale ai beni culturali Giuseppe Poerio e all'assessore comunale ai beni culturali Stelvio Marini. Ecco le proposte di Silvano Cavarretta, di cui è ben nota la predilezione per i temi di politica culturale. La prima, è di istituire una Consulta provinciale all'archeologia, costituita oltre che dalla Soprintendenza, anche dai professionisti che più hanno contribuito ad essa, dalle associazioni e dai rappresentanti degli enti locali e dei partiti. L'esponente repubblicano suggerisce poi l'opportunità di redigere una Carta provinciale archeologica di Crotone, inserendovi tutti i siti fino ad oggi conosciuti, sì da divenire uno strumento tecnico-scientifico di conoscenza e di attrattiva per studiosi, studenti, turisti. Cavarretta popone quella che definisce una "musealizzazione" dei vari edifici pubblici presenti nei comuni della provincia. Con ciò intende l'esposizione in luoghi pubblici (sale comunali, sale di rappresentanza, castelli) e con modalità stabilite dalla Soprintendenza, reperti archeologici del Crotonese. «Ne sono ricchissimi- precisa Cavarretta - i depositi del nostro Museo nazionale di Crotone, e da decenni non trovano spazi espositivi per essere offerti alla vista dei cittadini. Ogni singolo Comune dovrebbe farsi carico degli oneri consequenziali». Le ultime due proposte di Cavarretta riguardano l'utilizzazione di professionalità locali per la gestione del Parco archeologico di Capocolonna e la realizzazione a Crotone d'una sede stabile provinciale della Soprintendenza archeologica della Calabria.