Ospiterà la Provincia e gli uffici del turismo Ma anche mostre e altri eventi culturali -------------------------------------------------------------------------------- Ampie sale decorate, col soffitto a cassettoni, al posto di stanze, stanzine e bagni di quello che fu uno degli alberghi più noti della città. Palazzo Vestri, che nella sua storia di secoli ha ospitato l'albergo "Stella d'Italia" in piazza del Duomo, si riappropria della sua nobiltà. Giù le framezzature, su una nuova scala. Per il resto, un restauro attento a ritrovare strutture originarie e storia del palazzo. Il recupero, voluto dalla Provincia, è ormai fatto. Mancano soltanto i ritocchi. Poi, bisognerà arredarlo. Ospiterà gli uffici turistici della Provincia, con tanto di sale che verranno messe a disposizione - come ha promesso il presidente dell'ente, Massimo Logli - di chi organizza mostre e altri eventi culturali. Sono serviti un paio d'anni e 2 milioni e 400 mila euro. Segno, secondo il capo dell'amministrazione provinciale, «che i lavori pubblici possono anche avere tempi ragionevoli» a patto di lavorare bene. Nutrita la squadra che si è presa cura del palazzo. Difficile ricordare tutti i tecnici e gli studiosi che hanno recitato una parte importante, senza rischiare di dimenticare qualcuno. Diciamo solo che la Provincia ha potuto contare sul supporto, non solo scientifico, della Soprintendenza ai beni architettonici anche se, in fondo, se ne poteva fare anche a meno. Per l'ex Stella d'Italia, però, l'amministrazione ha cercato il meglio e ha trovato, parola dell'assessore competente Maria Luisa Favi, un contributo attento e appassionato nella soprintendente Paola Grifoni. E dire che il palazzo in questione non è neppure vincolato. Forse, viste le scoperte in corso di restauro, un giorno lo sarà. Intanto, Massimo Logli gongola e si dice sicuro di poterlo inaugurare per il Settembre pratese. «Vedremo da queste finestre - ha annunciato ieri nel sopralluogo-conferenza stampa - la sfilata dell'8 settembre». Sarà una data storica. Anche un po' particolare: 888. E chissà che cosa vorrà mai dire, se in chiave cabalistica un significato ce l'ha, sul futuro del palazzo ritrovato. Sta di fatto che la situazione di partenza era d'un degrado assoluto. Al piano terra, dove in ultima istanza aveva trovato posto una pizzeria fra le più in voga dei primi anni Ottanta, c'erano ancora banconi e divisori tuttaltro che in sintonia con l'architettura originaria. Ai piani alti, come detto, tramezzature, controsoffitti che in qualche caso sottraevano addirittura alla vista opere d'arte pregevoli, attribuite al Dolci e al Catani. E poi un insieme di vani ricavati fra scale e semipiani, pilastri (settecenteschi, però) e, nella loggia con una splendida vista su palazzo Pretorio, guano di piccione, topi e masserizie. Tutto spazzato via dal restauro che, con pochi inserimenti nuovi ha ritrovato il vecchio, compresa una scala in pietra nascosta sotto una coltre di linoleum, rendendolo moderno, in linea con tutte le norme in vigore ai giorni nostri, e funzionale. Il costo del restauro sarà scalato sull'affitto che la Provincia deve pagare. Palazzo Vestri non è infatti di proprietà dell'ente pubblico, ma di un'eredità. Il contratto dura un bel po' di anni, in ogni caso, e ci sono buone possibilità, clausole dell'accordo alla mano, che un giorno l'ex Stella d'Italia passi nelle mani dell'amministrazione provinciale. Se gli eredi dei vecchi proprietari decideranno di vendere, dovranno considerare l'obbligo di prelazione e riconoscere gli affitti versati dalla Provincia.
PRATO. La città ritrova Palazzo Vestri. Completato il restauro dell'ex albergo Stella d'Italia
Il Palazzo Vestri, un edificio storico di Prato, è stato restaurato dalla Provincia e ospiterà gli uffici del turismo e altri eventi culturali. Il restauro, che ha richiesto 2 milioni e 400 mila euro, è stato completato con un costo scalato sull'affitto che la Provincia deve pagare. Il palazzo, che non è di proprietà dell'ente pubblico, è stato restaurato con attenzione alla sua storia e architettura originaria. La Provincia ha potuto contare sul supporto della Soprintendenza ai beni architettonici e ha trovato un contributo attento e appassionato nella soprintendente Paola Grifoni. Il palazzo sarà inaugurato per il Settembre pratese e potrebbe essere vincolato in futuro.
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