Tra le opere il restauro dellAlbergo dei Poveri e del Castello di Bacoli, coinvolti Guglielmo e De Caro -------------------------------------------------------------------------------- Appalti attribuiti in via durgenza nellintento di favorire sempre le stesse imprese. Parte da questa ipotesi linchiesta della Procura di Napoli che ha portato la Guardia di Finanza a bussare alle porte dellufficio di Palazzo Reale del sovrintendente ai Beni architettonici, Enrico Guglielmo, e dellufficio al ministero dei Beni culturali dove lavora attualmente Stefano De Caro, ex direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici. Il pubblico ministero Filippo Beatrice, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Maddalena, ha firmato dodici decreti di perquisizione. Oltre a Guglielmo e De Caro, sono indagati anche limprenditore flegreo Luigi Lucci, funzionari e dipendenti della sovrintendenza e professionisti. Le perquisizioni hanno riguardato anche alcune abitazioni, mentre un ordine di esibizione è stato notificato al Comune per ottenere gli atti riguardanti uno degli appalti nel mirino, il restauro dellAlbergo dei Poveri di piazza Carlo III. Altra opera al vaglio degli inquirenti è relativa al Castello di Baia. Il pm Beatrice contesta al momento il reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa dasta e alla corruzione. Gli accertamenti riguardano le procedure che avrebbero portato allattribuzione degli appalti: alcuni esposti pervenuti in Procura hanno fatto sospettare azioni volte a pilotare le gare. Circostanze, allo stato, tutte da verificare, sulle quali doverosamente gli inquirenti vogliono fare chiarezza. Tutti gli indagati respingono le accuse. «Ho piena fiducia nelloperato della magistratura - dice De Caro, che oggi ricopre lincarico di direttore generale per lArcheologia al ministero - sono un po sorpreso, ma naturalmente mi ritengo del tutto estraneo alla vicenda e produrrò la documentazione necessaria a dimostrarlo».
CAMPANIA - Appalti ai soliti noti, dodici indagati
La Procura di Napoli ha indagato due funzionari del ministero dei Beni culturali, Enrico Guglielmo e Stefano De Caro, sull'attribuzione di appalti per il restauro dell'Albergo dei Poveri e del Castello di Bacoli. La Procura contesta il reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa del mercato e alla corruzione. Gli indagati respingono le accuse. La Procura ha effettuato perquisizioni e ha notificato un ordine di esibizione al Comune per ottenere gli atti riguardanti uno degli appalti. Gli inquirenti vogliono fare chiarezza sulle procedure che avrebbero portato all'attribuzione degli appalti.
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