OMA - «Cecchini? Ma Cecchini chi? Loris Cecchini?» chiede un po sorpresa Maria Vittoria Marini Clarelli, soprintendente della Galleria nazionale darte moderna di Roma. No, non si tratta dellartista milanese della plastica, della gomma, della resina e della cellulosa. Ma di Graziano Cecchini, il "bombarolo" della Fontana di Trevi, che a ottobre gettò una scatola di colore tra i marmi scolpiti da Nicolò Salvi. «Beh, non avendo visto dal vivo la performance non sono in grado di dire se il gesto abbia avuto una valenza estetica o meno. Se una persona dipinge un quadro» continua Marini Clarelli, «lo nasconde sotto il divano e poi dice di aver realizzato unopera darte io non sono in grado di dire se quella è arte o non lo è. Devo poterla vedere». «Macchè arte» sbotta, perentorio, il critico Achille Bonito Oliva, che di eccessi se ne intende. «È stato un gesto di plastica, inutile e dovuto a ignoranza culturale: gratuito, puramente spettacolare. Che tra laltro va a rimorchio degli happening anni Sessanta di grandi artisti americani: e perciò anche vecchio. Per principio - conclude - sono contrario a qualunque censura. Ma esiste un limite. Quello della convivenza e della fruizione dello spazio. La polizia ha fatto bene a fermarlo». «Nessuno ha il diritto di dare una patente» afferma invece Danilo Eccher, direttore del "Macro" di Roma. «Di stabilire cosa non sia arte e cosa invece lo sia. Se un artista o una performance hanno un valore estetico lo si misura solo con il passare del tempo». Valore estetico a pieno titolo secondo Vittorio Sgarbi: «Lode a Cecchini! Io rivendico la mia correità alla sua impresa» afferma lassessore alla Cultura di Milano e critico darte. «Sono colpevole per concorso ideologico perché gli ho dato uno status di artista stabilendo che il suo primo gesto alla fontana di Trevi fosse unopera darte, anche perché lanarchia è un tratto tipico dellarte contemporanea». «Sembrava linstallazione di Urs Fischer del Palazzo Grassi di Venezia» chiosa Giovanni Giuliani, noto collezionista romano. «Anche se questo intervento rispetto a quello di Fontana di Trevi è molto più debole: lacqua rossa era impressionante e forte, anche se pericolosa per i marmi settecenteschi. Qui manca una tale potenza. Cè poi da dire che con il momento che stiamo vivendo in Italia avevamo bisogno di tutto tranne che di 500mila palline che finiranno nella spazzatura».
ROMA - Bonito Oliva "Show vecchio e da ignoranti"
La Galleria nazionale darte moderna di Roma ha ospitato una performance di Graziano Cecchini, noto come "bombarolo" della Fontana di Trevi, che ha gettato una scatola di colore tra i marmi scolpiti da Nicolò Salvi. La soprintendente della galleria, Maria Vittoria Marini Clarelli, ha espresso sorpresa e incertezza sul gesto, mentre il critico Achille Bonito Oliva ha definito l'azione "inutile e dovuta a ignoranza culturale". Altri critici, come Danilo Eccher e Vittorio Sgarbi, hanno difeso Cecchini e hanno affermato che il suo gesto ha un valore estetico.
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