VENEZIA - Niente più missioni sul territorio e relativa opera di controllo per i funzionari della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio del Veneto Orientale, se il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani non le renderà quei fondi che sono stati drasticamente tagliati. E' un appello drammatico quello che l'architetto Guglielmo Monti soprintendente che cura la tutela monumentale e ambientale per le province di Venezia, Treviso, Padova e Belluno) invia per lettera al ministro, per denunciare la situazione dell'ufficio, ormai insostenibile. Monti ricorda che «i fondi relativi al funzionamento (spese per le indennità di missione, spese telefoniche, spese correnti per la gestione ordinaria, spese per l'automobile di servizio) sono stati drasticamente ridotti del 30 per cento mettendo in seria difficoltà la possibilità di svolgere i normali compiti dell'Istituto. In particolare l'attuale carenza di fondi per le indennità di missione, ormai esauriti da tempo, costringe i funzionari a sospendere l'attività, con insostenibili disagi per tutti oppure ad assumere in proprio gli oneri connessi agli spostamenti». «Per evitare questo drammatico dilemma», Monti chiede a Urbani un altro finanziamento per il 2003. Il rischio, altrimenti, è che la tutela del territorio delle province coperte dalla Soprintendenza diventi problematico, senza che il personale possa più spostarsi sul territorio. Ma i problemi non sono finiti, perché la Soprintendenza di Monti insieme ad altre sarà presto destinata a spostarsi dall'attuale sede di San Marco, nel nuovo complesso di Palazzo Cappello, molto più grande, il che «comporterà un notevole incremento proprio di quelle spese i cui fondi sono stati decurtati». Per questo si chiede che il Ministero stanzi fondi sufficienti ad affrontare la situazione. Ma la Soprintendenza per i Beni Architettonici del Veneto Orientale non è, purtroppo, l'unica ad essere in difficoltà per i tagli ministeriale. Anche quella ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia e la stessa Soprintendenza Archeologica per il Veneto hanno problemi sempre maggiori a garantire la pienezza dei loro interventi con le esigue risorse disponibili. Una questione sempre più grave che richiede da parte del Ministero un impegno reale e non più promesse o semplici provvedimenti -tampone.