VERONA - Per una Verona che si fregia giustamente di essere la quarta città darte italiana dopo Roma, Venezia e Firenze, è un po uno smacco scoprire che la sua attrazione principale, quella che attira fiumi di turisti da tutta Italia e non solo, è un parco divertimenti. Anzi, «il» parco divertimenti per eccellenza, Gardaland, che si trova in località Castelnuovo Del Garda. Quello di Gardaland è un vero e proprio primato nazionale. Incrociando le statisti che del ministero dei Beni Culturali e quelle dei dati Siae delle vendite dei biglietti per le attività di intrattenimento, si scopre che il parco sulle rive del Garda è al terzo posto della hit parade nazionale dei luoghi a pagamento più visitati, con oltre tre milioni di visitatori. Meglio, fanno solo il Colosseo e i Musei Vaticani. Negli scorsi giorni si è iniziato a parlare con insistenza del rilancio culturale della città. Un dibattito stimolato dalla voce che il critico trevigiano Marco Goldin, che con le sue mostre ha fatto la fortuna di Treviso e soprattutto di Brescia, potesse essere ingaggiato dal Comune per portare a Verona i grandi numeri. «Ho avuto un solo incontro molto informale col sindaco circa un mese fa - dice Goldin Verona è di certo una città importante, ma oltre a quello non cè stato veramente nientaltro». Ma dalle parole del critico, si capisce che Verona non è certo la sola realtà interessata ai suoi servigi. «Ci sono alcune realtà con cui sto trattando, e alcune non sono uscite ancora alla luce del sole», afferma sibillino. Come a dire che se Verona lo vuole, meglio che il Comune si sbrighi. Anche perché stipulare un contratto di questo tipo è una procedura complessa e di regola ci vogliono dai sei agli otto mesi. La critica più gettonata di Goldin è quella di fare business, più che arte. Di avere come riferimento più Gardaland che un museo tradizionale. Eppure, forse bisogna cominciare a fare i conti con la cruda realtà. Verona, città darte patrimonio mondiale dellUnesco, al colosso del divertimento sulle sponde del Garda può opporre numeri importanti, ma non comparabili. Con un calcolo sommario e sicuramente incompleto, si possono quantificare in circa un milione e mezzo i visitatori delle attrazioni a pagamento di Verona. Ovvero, circa la metà di quanti solcano ogni anno il regno del pupazzo Prezzemolo. La parte del leone lo fa ovviamente quel grande museo a cielo aperto che è lanfiteatro dellArena di Verona, con 777.699 visitatori nel 2007 (senza contare gli spettatori del festival lirico). Linsieme degli altri musei cittadini pesa circa per mezzo milione di persone. Per una buona metà bisogna ringraziare Shakespeare e il mito di Giulietta e Romeo: sono infatti 238.218 i visitatori alla casa di Giulietta, altri 68.657 alla «sua» tomba. Per il resto, si va dai 116.640 visitatori del museo di Castelvecchio ai 9528 del museo Maffeiano, passando per il museo archeologico al Teatro Romano con i suoi 64.824 visitatori e il museo di Storia Naturale con 27.399 visitatori. A questo, si possono aggiungere gli 85mila visitatori delle mostre di Palazzo Forti, e più o meno altrettanti visitatori (87.412) alla Torre dei Lamberti.