Marco Goldin, l'organizzatore e curatore delle grandi mostre prima di Treviso e poi di Brescia sta per lasciare la città lombarda: il suo contratto è in scadenza, potrebbe rinnovarlo solo per un paio di mostre che ha già avviato dopo quella attuale, America!, e conferma che si sta guardando attorno. «Il mio progetto è lavorare su due-tre città». Tra queste c'è proprio Verona e infatti il Comune è alla ricerca di sponsor privati e di partner istituzionali che aiutino a finanziare un grande progetto di quattro anni, con un ciclo di eventi, valorizzando anche il patrimonio artistico locale, di portata internazionale. La trattativa tra Goldin e Verona sembra dunque a una svolta decisiva: da una parte l'ideatore delle grandi mostre in Santa Giulia a Brescia che sta per divorziare dalla città che cambia amministrazione comunale ed è in contatto anche con Torino; dall'altra il Comune scaligero che si sta attivando per mettere insieme la cifra minima per partire con il programma quadriennale: cifra che si dovrebbe aggirare attorno ai 10 milioni di euro. «Ci sono città», dice Goldin che pare voglia defilarsi da Brescia prima che la campagna elettorale per il Comune entri nel vivo e rischi di coinvolgere anche le sue mostre, «con cui sto ragionando fa tempo. A Verona sono stato richiesto di un colloquio dal sindaco un mese fa», conferma il titolare della società Linea d'ombra, la sua creatura con la quale allestisce, organizza, promuove gli eventi. E con Tosi com'è andata? «Abbiamo fatto una chiacchierata, non lunghissima, a 360 gradi sulla cultura a Verona. Io ho potuto fare solo delle osservazioni da esterno e la cosa è finita lì». Risulta però anche che Goldin abbia compiuto almeno due sopralluoghi alla Gran Guardia e ai Palazzi Scaligeri per valutare le «location» di eventuali grandi mostre e abbia fornito alcuni suggerimenti tecnici. Però, nelle dichiarazioni rilasciate a Bresciaoggi, quotidiano del gruppo Athesis, aggiunge un aspetto non secondario: «Di certo i ragionamenti con altre città sono ben più avanti, ma dire qualcosa oggi è del tutto prematuro». In ogni caso, Goldin che ha aperto i ciclo delle Grandi mostre di Santa Giulia nel 2003, vuole cercare una formula nuova: «Escludo», rivela, «di stringere un altro matrimonio come quello che c'è stato con Brescia. Per come vedo la mia vita e quella di Linea d'ombra nei prossimi 4-5 anni immagino di lavorare su due e talvolta tre città contemporaneamente». Ipotesi che era stata già percorsa nel 2004 quando allestì Monet a Brescia e gli Impressionisti e la neve a Torino, per cui all'interno di questo ragionamento una collaborazione con Verona è assolutamente possibile e infatti la trattativa va avanti. «In questo momento», conclude, «ho pronti due progetti quadriennali e almeno cinque o sei mostre singole». Una quindicina di progetti espositivi che non saranno più di esclusiva competenza di Brescia ma potrebbero arrivare anche a Verona. Dove da sempre gli operatori di turismo e commercio si lamentano perché nei sei mesi invernali la stagione è morta e la città d'arte è sottoutilizzata e sottovalutata. Ma per avere risultati, grandi numeri di visitatori e un motore culturale che garantisca risonanza internazionale è fondamentale investire, e il Comune cerca sponsor.