Salza: tagliare laltezza del grattacielo, un sacrificio opportuno Il presidente della banca accoglie la proposta di Piano: ma dovremo ridurre il numero di dipendenti ospitati Difesa la fusione con i milanesi: "Guai per Torino se non lavessimo fatta" ---------------------------------------------- Un taglio che vale 500 persone. Contenere laltezza del grattacielo Intesa-Sanpaolo sotto la Mole, come proposto dallarchitetto Renzo Piano ai vertici dellistituto, riduce gli spazi per le scrivanie. «Non vogliamo far lavorare i dipendenti come sardine, ma in un ambiente confortevole - sottolinea il presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza - perciò la torre potrà ospitare 2.500 addetti, anziché 3 mila come le previsioni iniziali». Nessuna polemica, però, sul ridimensionamento: «Si tratta di un sacrificio per noi - ha aggiunto durante laudizione in II Commissione a Palazzo Civico - ma la scelta di non superare la Mole per una questione di rispetto ci sembra opportuna». Il presidente ha confermato tutti gli impegni presi: «Rimarranno le sedi di piazza San Carlo, via Monte di Pietà e il centro contabile di Moncalieri, che si svilupperà a Torino. Le altre sedi sono già state vendute prima della fusione. La torre consentirà di razionalizzare le risorse, ottenere risparmi e garantire maggiore funzionalità. Lo scopo è quello di consolidare la presenza della banca. Abbiate fiducia». Salza ha difeso la fusione tra Sanpaolo e Intesa, dopo le critiche del segretario del Pd piemontese, Gianfranco Morgando. «Guai non lo avessimo fatta - ha spiegato - è un affare per Torino e per i milanesi, unoperazione equilibrata nella maniera più assoluta». Un concetto ribadito dal direttore generale Pietro Modiano: «Dopo le fusioni si perdono clienti, noi siamo cresciuti: 200 mila in più, di cui 9 mila nel torinese». E ha aggiunto: «Il grattacielo non è indispensabile, ma utile perché la banca dei territori è a Torino, il gruppo dirigente crescerà e la torre serve ad aumentare la qualità del lavoro e delloccupazione». Parole che non hanno convinto Monica Cerutti, capogruppo di Sinistra Democratica: «Al di là delle rassicurazioni su Torino - afferma - con un richiamo alla fiducia da parte di Salza, non è chiaro chi andrà allinterno del grattacielo. Ci saremmo aspettati un piano più dettagliato sullorganizzazione». Stesse perplessità espresse dalla Lega Nord che, insieme allUdc, propone, attraverso una mozione firmata da Carossa e Angeleri, di realizzare a Torino un quartiere dei grattacieli, sullo stile della Defense di Parigi, al contrario che tante torri sparse. Forza Italia, invece, punta il dito contro la maggioranza, mettendo in risalto le divisioni: «La precedente variante per portare laltezza a 150 metri è stata adottata e approvata nel giro di quattro mesi - spiega lazzurro Michele Coppola - ora sono passati sei mesi e siamo fermi. Si dia alla Sala Rossa la possibilità di esprimersi. Forse la maggioranza è arrugginita?». La banca attende il «sì» alla variante che le consente di superare i 150 metri. La II Commissione, dopo laudizione dei vertici dellistituto, la prossima settimana ascolterà i sindacati e la direttrice dei Beni Culturali, Liliana Pittarello. Tra i «no» alla struttura, oltre a quello del comitato guidato da Paolo Hutter, si aggiunge anche quello di un gruppo formato da clienti e azionisti dellistituto rappresentato da Franco Tinelli e Alessandro Marietti.