Il monito dellesperto, docente a Roma Tre: "Adesso aspettiamo sia pronto. Alla fine magari il contrasto risulterà appropriato" Quando ho partecipato al concorso anchio ho immaginato il politeama fedele al suo passato ---------------------------------------------------- «I colori sono sempre una scelta soggettiva. Credo, però, che la tonalità più appropriata sia quella in armonia con gli edifici circostanti». Il colore della facciata del teatro Petruzzelli incuriosisce il professor Paolo Marconi. Docente di Restauro dei monumenti nellAteneo di Roma Tre e progettista di numerosi restauri (dal teatro Carignano a Torino alla Basilica palladiana a Vicenza), il professor Marconi conosce bene Bari e il Petruzzelli. Professore, la direzione regionale dei Beni culturali è orientata a scegliere per la facciata del Teatro Petruzzelli un rosso più tenue e delicato di quello attuale. Considerato che quando fu costruito ledificio era bianco, che cosa ne pensa? «Bari si contraddistingue per le meravigliose fabbriche in pietra, a cominciare dalla Basilica di San Nicola. In tutta la parte antica prevale un colore naturale che tende al chiaro». Meglio bianco, allora? «Secondo me il colore più appropriato deve avere una tonalità che si accorda con quella della pietra delle fabbriche duecentesche, anche se il Petruzzelli si trova nel Murattiano. Cè unarchitettura che sul piano del colore privilegia i materiali edilizi disponibili sul luogo. A Roma, dove prevale il giallino e il travertino, è lecito puntare sul giallastro e sul rossiccio: sono colori che esistono in natura. Solitamente si impongono scelte di accostamento, ossia si guarda se nellambiente circostante prevale il bianco, oppure il rosso o il giallo. Non mancano, però, i contrasti». Per esempio? «Io sono assolutamente favorevole al Vittoriano perché contrasta con tutto il resto e costituisce un richiamo ottico e cromatico. La sua funzione, del resto, era proprio questa: far sì che tutti potessero vederlo». Non è detto, allora, che un rosso più attenuato non si addica al Teatro Petruzzelli. «I colori vanno giudicati dopo che sono stati fatti. Esistono numerose varietà di rosso. Alla fine potrebbe risultare anche appropriato, rivelarsi una sottolineatura». Dipendesse da lei, farebbe riprodurre sulla cupola gli affreschi di Raffaele Armenise, sapendo che sarebbero un falso? «Si potrebbe indire un concorso riservato ai pittori figurativi perché rappresentino le stesse scene degli affreschi distrutti. Però, si possono anche proiettare sulla cupola i vecchi dipinti». La Soprintendenza ha però scelto di ricostruire il teatro comera e dovera. Quanto un concorso didee sarebbe coerente con questa decisione? «Il concorso si potrebbe fare successivamente. Un conto è lopera edilizia, un altro le pitturazioni. Anchio, che ho partecipato al concorso, avevo immaginato il Petruzzelli comera e dovera». Ritiene giusta, allora, la scelta del restauro conservativo? «Sono favorevole ai ripristini. La mia perplessità riguarda però i materiali. In Italia si continua a puntare su acciaio e cemento armato, che hanno una durata limitata a 30-50 anni. È un errore colossale, anche in termini di costi. Ci sono materiali presenti in natura, come pietra e legno, che durano secoli».