Sulle rovine del vecchio comune di Gibellina sorge oggi il «Grande Cretto» di Alberto Burri, realizzato tra il 1985 e il 1989, uno dei rari esempi di Land Art in Italia nato «dallimpossibilità di ricostruire labitato sulle rovine e per lasciare testimonianza perenne della tragedia, delle vittime e delle grandi sofferenze sopportate». Burri decise di amplificare uno dei suoi più classici «Cretti» realizzando unenorme superficie ondulata di cemento bianco, suddivisa in grandi blocchi quadrangolari e collocata sul fianco della montagna. Un quadrilatero irregolare di circa 300x4oo metri spaccato da profonde crepe e fenditure che si avvia ora verso il suo primo make-up che (come annunciato ufficialmente lunedì partirà la prossima estate, diventando di fatto dl più grande restauro di arte contemporanea finora mai realizzato in Italia». Tante le entità coinvolte nel progetto: Palazzo Riso-Museo darte contemporanea della Sicilia e la Regione, la Provincia e lUniversità di Palermo, il comune di Gibellina e la Fondazione Orestiadi. Tutto sotto la supervisione di un pool di esperti: Ludovico Corrao, Anna Mattirolo, Alberto Zanmatti, Giuseppe Basile, Sergio Alessandro, Giuseppe Gini. Altrettanto importante anche il «contorno» del restauro: la nascita di un «cantiere di conoscenza» per il monitoraggio e la firma di un protocollo per la manutenzione programmata del «Grande Cretto».
SICILIA - Il Grande Cretto di Burri: tutto è pronto per il restauro
Il Grande Cretto di Alberto Burri è un'opera d'arte situata sulle rovine del vecchio comune di Gibellina, realizzata tra il 1985 e il 1989. È uno dei rari esempi di Land Art in Italia, nato dall'impossibilità di ricostruire l'abitato sulle rovine. L'opera è un'enorme superficie ondulata di cemento bianco, suddivisa in blocchi quadrangolari, collocata sul fianco della montagna. Il progetto è stato realizzato con la supervisione di un pool di esperti e coinvolge diverse entità, tra cui la Regione, la Provincia, l'Università di Palermo e la Fondazione Orestiadi.
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