"Lasciate il David dovè ora". Soprintendenti contrari al trasferimento Pioggia di reazioni negative alla proposta dellassessore alla Cultura di spostare la statua in un nuovo polo museale. Paolucci: non va toccata Non sarebbe proprio come trasferire la cupola del Duomo in piena campagna ma quasi. Appena lanciata, scatena un putiferio lidea di spostare il David di Michelangelo dalla Galleria dellAccademia, dove è esposto da 135 anni, al centro del nuovo Auditorium che nascerà vicino allex Stazione Leopolda di Firenze. «Il David è una realtà storica importante e splendente che non va toccata», taglia corto il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci. Perentorio il giudizio del critico Achille Bonito Oliva: «Sarebbe un errore sottrarlo alla sua dimora, una beffa bella e buona. E unicona che tolta dalla cornice sarebbe impoverita e spaesata». Lautore della proposta choc è lassessore alla Cultura della Toscana Paolo Cocchi, del Pd, che a dicembre ha inviato una lettera al ministro Francesco Rutelli e al sindaco di Firenze Leonardo Domenici. Da cui ottiene, nel giorno del massimo clamore, risposte a dir poco tiepide. Dai Beni culturali lidea viene commentata con un comunicato di quattro righe firmato dal sottosegretario Andrea Marcucci: «Prima di entrare nel merito di questa come di eventuali altre proposte, desidero sottolineare che il ministero deve far valere in primo luogo le ragioni della tutela, della salvaguardia e della sicurezza dellopera darte». Domenici si limita a concordare con Cocchi «sulla necessità di affrontare lalleggerimento del centro storico sovraffollato di turisti» ma non giudica la discussione sul trasloco del David «una priorità». E una bocciatura sonora delliniziativa arriva da soprintendenze e musei. Colpita direttamente, la direttrice dellAccademia Franca Falletti reagisce in tono duro: «Il David deve rimanere nella Tribuna che gli è stata costruita intorno, quello è il suo contesto, a pochi passi dallOpera del Duomo dove è stato scolpito e da Piazza della Signoria dove in origine fu collocato». Dello stesso parere il direttore regionale dei Beni culturali Mario Lolli Ghetti: «La collocazione del capolavoro di Michelangelo accanto ai suoi Prigioni è storica, impensabile fare un passo indietro adesso». Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale fiorentino, si allinea agli altri pareri e dice: «Il trasferimento del David non può essere oggetto di una proposta estemporanea». Chi si sente lusingato dallipotetica nuova collocazione è larchitetto Paolo Desideri, che firma il progetto vincitore della gara per il "Parco della musica": «Il solo fatto che qualcuno possa immaginare di ospitare il capolavoro di Michelangelo in quello spazio attribuisce al nostro lavoro grande valore e importanza. Ovviamente il David sarebbe il benvenuto». -------------------------------- La proposta di portarlo alla Leopolda piace invece allassessore comunale Gozzini e a Giambrone del Maggio musicale La direttrice dellAccademia: "Deve rimanere nella Tribuna che gli è stata costruita intorno, quello è il suo contesto" Gli agenti di viaggio associati a Confindustria: "Va bene, purché non sia messo in un posto scomodo" -------------------------------------------------------------------------------- Rutelli per il momento tace. Parla al suo posto il sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci: «Ritengo che al momento non sia possibile formulare alcun giudizio rispetto allipotesi di Cocchi», si limita a dire. «Prima di entrare nel merito di questa come di eventuali altre proposte, desidero comunque sottolineare che il ministero deve far valere in primo luogo le ragioni della tutela, della salvaguardia e della sicurezza dellopera darte». Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici concorda sulla necessità di affrontare la questione dellalleggerimento di certe direttrici del centro di Firenze: «Nella sua lettera Cocchi individua nella tramvia il simbolo di un cambiamento contro la retorica dellimmobilismo e introduce il concetto di turismo sostenibile. Si può discutere di questo e di altro ma cè un tempo per ogni cosa. Oggi non è questa la priorità. Anche Martini, che ho sentito per fissare presto un incontro tra la giunta comunale e regionale, concorda sul punto». Lassessore alla Cultura di Palazzo Vecchio Giovanni Gozzini ha più entusiasmo: «La Leopolda entro il 2011 sarà unarea completamente nuova, perché non arricchirla con unofferta culturale importante?». E sulla stessa linea Francesco Giambrone, sovrintendente del Maggio musicale: «Decentralizzare i capolavori è unidea molto intelligente e tanto più intelligente è creare un tessuto culturale artistico proprio dove sorgerà il nuovo teatro del Maggio». E il presidente della commissione cultura di Palazzo Vecchio Dario Nardella raccomanda di non aprire inutili polemiche: «Si raccolga, per quanto possibile, il senso costruttivo di questa proposta, che suscita interesse soprattutto per la parte in cui pone al centro il problema di una gestione dei flussi turistici meno congestionante per il centro storico di Firenze. Non si tratta di mandare a casa i visitatori ma di proporre unofferta turistico-culturale più articolata nel territorio fiorentino». Ma non la pensano affatto così funzionari della soprintendenza, storici dellarte e direttori di musei. In primis Franca Falletti, direttrice della Galleria che è la "casa" del David: «Deve rimanere nella Tribuna che gli è stata costruita intorno, quello è il suo contesto, a pochi passi dallOpera del Duomo dove è stato scolpito e da Piazza Signoria dove fu collocato. Capisco la necessità di creare altri poli di attrazione turistica a Firenze ma facciamolo con larte contemporanea». Dello stesso parere il direttore regionale dei Beni culturali Mario Lolli Ghetti: «La collocazione del David accanto ai Prigioni è storica, impensabile fare un passo indietro». Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci sbotta: «E una realtà storica importante e splendente che non va toccata». Il critico Achille Bonito Oliva è perentorio: «Sarebbe un errore sottrarlo alla sua dimora, una beffa bella e buona». Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale fiorentino boccia Cocchi: «Il David non si sposta per rilanciare unarea della città. Il suo trasferimento non può essere oggetto di una proposta estemporanea». Il trasferimento della statua è unidea "antistorica" secondo Carlo Sisi, ex direttore della Galleria darte moderna di Pitti, «perché la Tribuna fu edificata per il David». Lo stesso dice Paola Grifoni, soprintendente ai monumenti: «Sono assolutamente contraria. Basta usare il passato, è segno che non siamo in grado di sviluppare il nostro futuro». James Bradburne, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi sostiene che «per il sovraffollamento turistico serve un piano strategico». Ecco il tema da discutere, precisa il direttore del lIstituto e Museo di storia della Scienza Paolo Galluzzi: «E positivo tornare a ragionare sullopportunità di distribuire in modo diffuso grandi segnali del patrimonio culturale». E se il presidente di Aia Federalberghi Paolo Giacalone ritiene che «spostare pezzi di città non serva a nulla se non ci sono vere alternative turistiche al centro storico», il presidente nazionale di Assotravel di Confindustria Andrea Giannetti dice sì allo spostamento «purché il David sia messo in un posto comodo per arrivarci». Nellaula del consiglio regionale il capogruppo di An Maurizio Bianconi domanda sbigottito «come mai prima di formulare una proposta del genere Cocchi non abbia sentito il bisogno di interpellare la soprintendenza». Il senatore di Forza Italia Paolo Amato, che si era incatenato alla porta degli Uffizi per protestare contro il trasloco in Giappone dellAnnunciazione di Leonardo, è scatenato: «Il David rimanga dovè. Dove alloggia in piena sicurezza ed è ammirato da più di un milione di turisti ogni anno. La proposta di Cocchi è unidea bizzarra, da rigettare, che mi auguro non abbia alcun seguito. Traslocare il capolavoro di Michelangelo non è altro che unoperazione promozionale a sfondo immobiliare, con il solo scopo di impreziosire il progetto del nuovo Auditorium del Maggio Musicale».