Possibilista l'assessore Gozzini, contrario il suo collega Gori Il sottosegretario Marcucci: «Per noi conta solo tutelare l'opera COME SI TOCCA l'argomento del colosso di Michelangelo la cosa più facile è che scoppi la polemica. Questa volta poi il motivo per polemizzare certamente è bello grosso: Paolo Cocchi, assessore alla cultura della Regione Toscana, ha scritto prima di Natale una lettera al ministro ai Beni culturali, Francesco Rutelli, ed a LeonardoDomenici, sindaco di Firenze, perché venga considerata l'ipotesi dello spostamento del David. Dalla Galleria dell'Accademia, in via Ricasoli, dove ogni anno vanno 1 milione e 300mila visitatori, il capolavoro di Michelangelo dovrebbe andare al «Parco della musica » che ospiterà, alla stazione Leopolda, il nuovo Teatro del Maggio Musicale progettato da Paolo Desideri. L'ex soprintendente al Polo museale Antonio Paolucci ha liquidato con parole sdegnate la proposta sottolineando che il David si trova nella tribuna della Galleria che proprio per accoglierlo è stata costruita. Cristina Acidini, che è succeduta a Paolucci alla guida del Polo museale, dice che «di tanto in tanto viene avanzata l'idea del trasferimento del David, ma ci sono ragioni storiche che spiegano la sua presenza alla Galleria dell'Accademia. Il David non è un'icona che si può spostare per rilanciare un'area della città». Completamente d'accordo con la soprintendente è Franca Falletti che della Galleria dell'Accademia è la direttrice:«Non si tengono nel necessario conto, con questa proposta, i motivi storici, culturali e soprattutto conservativi che hanno portato qui il David. Per di più l'assessore Cocchi è uscito con questa idea senza avere avuto nessun contatto preventivo con noi. Io mi devo occupare della conservazione delle opere d'arte che la Galleria ospita, sono un tecnico e mi sento di affermare che lo spostamento sarebbe comunque rischiosissimo ». Due anni fa uno studio del dipartimento di ingegneria civile ed ambientale dell'Università di Perugia guidato da Antonio Borri arrivò alla conclusione che «permanendo le condizioni attuali il David non corre alcun rischio statico». Appunto, permanendo le condizioni attuali. Sembra muoversi con una certa prudenza il sottosegretario Andrea Marcucci che dichiara come «al momento non sia possibile formulare alcun giudizio rispetto all'ipotesi avanzata dall'assessore alla cultura della Regione Toscana » e che comunque «il ministero dei Beni e delle Attività culturali deve far valere in primo luogole ragioni della tutela, della salvaguardia e della sicurezza dell'opera d'arte ». Giovanni Gozzini, assessore alla cultura del comune di Firenze, si dice «assolutamente possibilista. Due le motivazioni, la prima è che il David lì dov'è c'e arrivato nel 1873, la seconda è che la città ha bisogno di gestire meglio i flussi turistici. La collocazione attuale del David è bella, a parte le lunghe file e la teoria di chewinggum appiccicati ai muri. Ma perché non valutare con attenzione qualche ipotesi di cambiamento?». Possibilista anche il presidente della commissione cultura di Palazzo Vecchio Dario Nardella. Di parere diverso Silvano Gori, assessore al turismo del Comune: «Sono rimasto davvero sorpreso dall'iniziativa di Cocchi, e perplesso. Sulla faccenda dei flussi turistici non sono mai riuscito a parlarci eppure lui è assessore regionale anche al turismo. Decentrare va bene ma non mi sembra il caso di farlo spostando il David».È stato deciso comunque che nella seconda metà di febbraio, sull'ipotesi avanzata da Cocchi si riuniranno insieme le giunte di Palazzo Vecchio e della Regione. Protetto dal 1873 nell'edicola costruita per lui alla Galleria dell'Accademia, il David di Michelangelo risplende di nuova luce dal 2004 dopo un anno e mezzo di delicatissimo restauro eseguito con perizia certosina dalla giovane restauratrice milanese Cinzia Parnigoni. Appollaiata su un'impalcatura, Cinzia ha ripulito con un impacco di acqua distillata la marmorea superficie di quella che a buon diritto viene considerata l'icona del Rinascimento. Il restauro fu duramente osteggiato dallo storico dell'arte James Beck, mentre tecnici dell'Università di Perugia, analizzando la fragilità delle caviglie del colosso rilevavano che«la statua difficilmente sopporterebbe senza danno gli effetti del massimo sisma teoricamente possibile nell'area fiorentina». E un trasferimento? all'ex Leopolda LA STORIA Quando scoppiò la polemica per il restauro con l'acqua distillata Ha stuzzicato un formicaio la sua proposta di spostare il David sta dividendo Firenze. «Ho scritto al ministro ed al sindaco - dice Paolo Cocchi - più come assessore regionale al turismo che alla cultura. Vorrei che si aprisse una discussione seria e senza pregiudizi perché i flussi turistici che rischiano di soffocare la città vanno governati. Alla stazione Leopolda il nuovo polo culturale cittadino del Parco della musica nel quale il teatro del Maggio sarà completato entro il 2011 acquisterebbe con la presenza del David un ruolo strategico di grande rilievo. Di questo ne avrebbe vantaggio tutta la zona, credo che sia sbagliato dire di no a prescindere, discutiamone. Si tratterebbe di una mossa che ha senz'altro anche una grande valenza economica, non solo museale». L'assessore Cocchi non pare scosso dalle polemiche suscitate. «Ho proposto soltanto di studiare il problema dei flussi turistici attuali e di quelli che si avrebbero dopo il trasferimento del David. Pensiamoci, lavoriamoci. Diamoci sei, sette mesi di studio e riflessione, sono disposto a metterci i soldi. Inutile dire che se dovessero emergere difficoltà che potrebbero mettere a rischio l'integrità della scultura-simbolo di Firenze non se ne farà di nulla. Certamente l'imponente coda di visitatori in attesa che si snoda lungo le vie adiacenti la Galleria dell'Accademia dimostra che la situazione esistente non è ottimale. E poi, la presenza del David non finisce forse per oscurare le altre opere raccolte nella Galleria dell'Accademia?». g.cav.