È partita in questi giorni per il Ministero dei Beni Culturali una missiva da parte dello storico Alfredo Saccoc-cio, in rappresentanza del comitato civico «Pro Sant'Angelo», in cui si chiede che l'onorevole Francesco Rutelli si interessi presso il Governo francese per la restituzione delle opere artistiche e culturali rubate nel passato a Uri dalle truppe napoleoniche. «Innanzitutto Rutelli deve chiedere al museo di Nan-cy, città della Lorena, la restituzione di un pugnale tempestato di diamanti appartenente al colonnello borbonico Michele Pezza, alias Fra1 Diavolo, preso al celebre legittimista, assieme al suo diario e ad altre carte importanti, e conservati all'Archivio Nazionale di Parigi» dice Saccoccio. «Inoltre a Parigi, nel museo napoleonico di Les Invalides, in una teca di vetro, sono custoditi un ampio mantello ed un vecchio schioppo sempre appartenenti al colonnello Pezza. I soldati transalpini - continua Saccoccio -, nelle due invasioni del reame di Napoli, rubarono a man bassa, spoliando chiese, monasteri, case private e musei. Per Napoleone, l'Italia non era stato che un sacco da svuotare. I 'liberatori', però, non depredarono solo le grandi opere, ma portarono via calici, pissidi, ospensorii, codici preziosi e svariate altre cose, tra cui il pugnale e la campana del convento trecentesco di San Francesco, denominata 'Maria dolens', che dicono si trovi a Marsiglia». 11 promotore della richiesta per il recupero degli oggetti razziati dalle truppe napoleoniche nel corso delle invasioni del 1799 e del 1806 si dice fiducioso nell'intervento del ministro Rutelli presso l'omologo francese facendo valere i diritti della cittadina aurunca, che, nel corso del tempo, ha già perduto molte opere notevoli. «Una volta recuperato questo materiale storico ed artistico, di grande prestigio» conclude Saccoccio, «propongo di istituire un museo della regione aurunca, includendovi anche preziosi reperti dal periodo eneolitico e neolitico».