Dal New York Times a Bloomberg al New York Sun è tutto un coro di addii, ieri, sulla stampa americana per il Cratere di Eufronio, il capolavoro dell'arte greca trafugato nel 1971 da una tomba di Cerveteri, che il 20 gennaio, in base all'accordo firmato dal ministro dei Beni Culturali Rutelli con i responsabili del Met, sarà finalmente restituito all'Italia per andare ad aggiungersi, al Quirinale, alla mostra dedicata ai "Nostoi", i capolavori dell'arte ritrovata, aperta fino al 2 marzo. Sono dunque le ultime ore, sottolineano i giornali Usa, per chi volesse ancora ammirare quel gioiello assoluto dell'antichità, uno dei più bei vasi attici sopravvissuti, l'unico integro dei 27 dipinti dal greco Eufronio nel 515 a.C. Alto 45 centimetri, a fondo nero con figure rosse, racconta il trasporto del corpo di Sarpedonte, l'eroe figlio di Zeus. Il prestigioso museo newyorkese, ricorda in particolare il New York Times, acquistò il cratere nel 1972, pagandolo un milione di dollari, dal mercante d'arte Robert Hecht e da allora lo ha naturalmente sempre esposto nelle sue vetrine, sebbene già a partire dal febbraio del 2006 con la scritta "Lent by the Republic of Italy", prestato dall'Italia, dopo un primo accordo che riguardava il vaso e il corredo di argenti di Morgantina firmato dall'allora ministro italiano della cultura Rocco Buttiglione. In cambio della restituzione, sottolinea la stampa americana, il Met ha ottenuto in prestito dal nostro paese ben tre pezzi di straordinaria qualità, due dei quali tra l'altro direttamente connessi con il vaso di Eufronio. Si tratta di una coppa di terracotta a figure rosse che racconta l'assemblea degli dei greci sul Monte Olimpo firmata da Euxitheos (lo stesso vasaio che ha firmato il cratere di Eufronio) e di una brocca a forma di testa di donna, risalente al VI- V secolo a.C. firmata dal vasaio Charinos, che lavorò nella bottega di Eufronio. Il terzo pezzo in prestito è un cratere del IV a.C. secolo proveniente invece dall'Italia meridionale e che rappresenta Edipo che risolve l'enigma della Sfinge. Da una notizia positiva a un'altra negativa. Dopo più di un anno, le trattative tra il ministero della Cultura Italiano e il Getty Museum di Los Angeles si sono bruscamente interrotte. In una lettera indirizzata al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, pubblicata dal New York Times, il responsabile della collezione californiana, comunica che il museo restituirà all'Italia solo 25 delle 52 opere che il ministero della cultura italiano reclamava ritenendole trafugate dal nostro paese. Il Getty afferma che la restituzione riguarda solo le opere per le quali si è potuto dimostrare l'effettivo prelevamento illecito dall'Italia. Tra le opere che resteranno in Usa, un atleta in bronzo attribuito a Lisippo, che secondo il museo californiano è stato trovato in acque internazionali dell'Adriatico e che quindi non appartiene all'Italia, e la Venere di Morgantina. Una 26esima opera è stata restituita spontaneamente perchè gli studi del museo hanno dimostrato essere stata trafugata. LA BIGA DI SPOLETO. Ad un punto morto, invece, la trattativa per la restituzione della celebre biga d'oro di Monteleone di Spoleto trafugata da Firenze nel 1904 e, attraverso un mercante di Parigi, finita a New York. Da allora si trova in bella mostra in una sala del Metropolitan Museum. Il paese dove fu trovata, da tempo la richiede, anche con un'azione legale, ma il ministero si è detto per ora impotente sotto l'aspetto giuridico perché all'epoca non esisteva una legislazione sui beni trafugati.
Torna in Italia il Cratere di Eufronio
Il Cratere di Eufronio, un capolavoro dell'arte greca trafugato nel 1971, sarà finalmente restituito all'Italia il 20 gennaio. Il museo del Metropolitan Museum di New York, che lo ha acquistato nel 1972, ha deciso di restituirlo al paese di origine. Il cratere, alto 45 centimetri, rappresenta il trasporto del corpo di Sarpedonte e fu creato dal vasaio Eufronio nel 515 a.C. Il Met ha ottenuto in prestito dallo Stato italiano altri tre pezzi di straordinaria qualità, tra cui una coppa e una brocca.
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