Genova - La Soprintendenza per i beni culturali non solo approva il censimento sui ponti liguri avviato dalla Regione, ma ha anche avviato l'istruttoria per capire se il grande viadotto autostradale sul Polcevera, il Morandi, è o meno meritorio di un vincolo. Liliana Pittarono, il soprintendente regionale, ne spiega i motivi. Soprintendente, perché questa decisione? «È maturata quando ho letto sul SECOLO XIX dell'esistenza di progetti per la demolizione del ponte. È meglio capirne subito il valore. Ho deciso di attuare una valutazione della struttura per vedere se è o meno necessario pensare a un vincolo. Se è idoneo a un riconoscimento d'interesse. Sarebbe inopportuno farlo in un momento successivo alle decisioni». Ma il Morandi è bello? «Indubbiamente è particolare. HA delle strutture di cemento armato in diagonale che, quando fu costruito, 36 anni fa, non si erano mai viste. Anche se proprio questi elementi in diagonale, i tiranti, hanno creato la maggior parte dei problemi. Il ponte è sempre stato riconosciuto come un'opera importante di un grande strutturista contemporaneo». Riccardo Morandi. «Già. La procedura è doverosa: si tratta di un'opera contemporanea interessante, anche per l'inserimento - seppur forte - nella vallata». Non è una struttura leggera... «Infatti dobbiamo ragionare. Non formulare un giudizio asettico. Non sarà, se sarà, un vincolo caduto dall'alto. Ne discuteremo bene, coinvolgeremo gli enti locali. Sappiamo che sotto il ponte abitano delle persone».