Sigilli su oltre settemila metri quadrati di superficie, quattro nei guai per occupazione abusiva NON SI ferma linchiesta sul porto. Con altri due sequestri messi in atto ieri, sulle aree demaniali prospicienti il Vte. I sigilli sono stati posti su oltre settemila metri quadrati di superficie, su due ditte che complessivamente impiegano una trentina di dipendenti. Quattro gli indagati: i titolari ed i legali rappresentanti della "Bruzzone" e della "Bodrato", che devono rispondere del reato di occupazione abusiva di aree demaniali, in assenza di opportuna concessione. La prima azienda opera anche per conto di Vte nel campo del carico e dello scarico merci dai container; la seconda nel settore delle opere edili pesanti, movimento terra ed edilizia stradale. In ogni modo, lindagine del sostituto procuratore Walter Cotugno non si ferma. Neppure di fronte alle polemiche ed alle strumentalizzazioni politiche. Loperazione giudiziaria di ieri segna infatti un altro passo in avanti sullintera vicenda, relativa appunto alle aree portuali. I carabinieri del Noe ed i vigili urbani del Settore Ambiente sono arrivati alle 9 davanti le inferriate delle due ditte, le aree sistemate a ridosso dei cantieri navali Costaguta; lungo la strada che dalla stazione dei carabinieri corre verso il Vte, dopo il campo sportivo. I militari e gli agenti hanno lavorato fino a mezzogiorno, notificando anche i provvedimenti (gli avvisi di garanzia) firmati dalla Procura della Repubblica. Secondo quanto filtra dallo stretto riserbo degli inquirenti, le concessioni delle due aziende sarebbero scadute il 31 dicembre scorso. Dal primo gennaio, quindi, larea andava liberata. Ma così non sarebbe avvenuto (oltretutto, pare, a fronte di permessi non rinnovabili). Il Piano Regolatore Portuale ed il Piano Urbanistico Comunale, infatti, prevedono che lì non siano espletate attività commerciali e industriali, ma di supporto alla viabilità, tra cui distributori di carburanti, gommisti, autofficine, centri di rimozione ed altro. La stessa Autorità Portuale avrebbe spiegato che una delle due aziende (la "Bruzzone") sarebbe stata sistemata lì su proposta della circoscrizione di Voltri, mentre il piano regolatore prevede che in quellarea nascano giardini pubblici e altro. Lindagine avviata dal pm Walter Cotugno nel 2006, si rivela sempre più delicata. Tanto che il sostituto procuratore è stato affiancato dal collega Enrico Zucca, del pool reati contro la pubblica amministrazione. La parte più "calda" è il filone Multipurpose, nel quale il presidente dellAuthority Portuale, Giovanni Novi, e il suo consulente, Sergio Maria Carbone, sono indagati per concussione, falso e truffa. I due, assieme a Sandro Carena, ex segretario (da tempo in aperto conflitto con Novi) e allarmatore Aldo Grimaldi, sono anche indagati per il reato di turbativa dasta. La vicenda è quella dellassegnazione ai terminalisti delle banchine del Multipurpose. Linchiesta sulle concessioni demaniali, iniziata con lo sgombero delle baracche abusive a Prà, passata poi sulle banchine portuali e sul sequestro dellHennebique, oggi conta più di cento indagati.
GOVERNO DEL TERRITORIO. LIGURIA - Concessioni, linchiesta non si ferma altri due sequestri sulle aree di Voltri
Due ditte, "Bruzzone" e "Bodrato", sono state sigillate per occupazione abusiva di aree demaniali prospicienti il porto di Genova. I titolari e i legali rappresentanti delle aziende sono stati indagati per reato di occupazione abusiva. La vicenda è legata a un'indagine più ampia sulle concessioni demaniali e sulle aree portuali. La Procura della Repubblica ha notificato gli avvisi di garanzia ai responsabili. Le due ditte operano in diversi settori, tra cui il carico e lo scarico merci e le opere edili pesanti. L'indagine è stata avviata nel 2006 e ha coinvolto più di cento indagati.
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