In commissione passa solo un ordine del giorno del centrodestra Rinviato alla prossima seduta il voto sulla proposta di revisione avanzata dal sindaco Mauro Favilla -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Scontro in commissione sui correttivi da porre al regolamento urbanistico e sul destino dei progetti norma, che disciplinano una serie di interventi di portata enorme, con la realizzazione di veri e propri nuovi quartieri. La maggioranza che sostiene la giunta Favilla non ha votato la proposta dell'Ulivo che indicava misure precise per ridurre l'impatto dei megaprogetti e l'opposizione accusa ora il centrodestra di fare gli interessi dei palazzinari, agendo di fatto per lasciare i piani norma così come sono. Immediata la replica: non è questo l'obbiettivo, ma la proposta dell'Ulivo «contiene norme civetta, di pura apparenza e - dice Governare Lucca - di nessuna efficacia per fermare processi di cementificazione in atto nel nostro territorio». Luca Pighini, commissario dell'Ulivo, però controbatte: «Il centrodestra poteva comunque votare il nostro ordine del giorno, se dice che non cambiava nulla. «Vero è che non ha voluto dare alla città il segnale importante che tutti si attendevano sul ridimensionamento della colata di cemento in atto e, soprattutto, di quella in arrivo». Nella seduta la maggioranza ha intanto votato un suo documento (contrario il centrosinistra) in cui fa proposte all'amministrazione comunale, rimandando alla riunione aggiornata a mercoleì 23 per l'approvazione della variante al regolamento urbanistico proposta dal sindaco Mauro Favilla, che riduce di molto le superifici accessorie (sottotetti, seminterrati, porticati), cancella la possibilità di realizzare appartamenti al posto delle serre, riduce il bonus edilizio (da un massimo di 270 a 180 metri cubi) che comunque deve essere accorpato all'edificio esistente, riserva maggiori superfici ai parcheggi e prevede piani attuativi per lotti di un minimo di 10mila metri quadri nell'area del polo fiere alla ex Bertolli. Per il momento però c'è agli atti solo un documento di intenti in cui il centrodestra «prende atto e condivide la decisione del sindaco e della giunta comunale di concludere, con uno stralcio, questa prima, positiva fase di discussione e di confronto con i consigli di circoscrizione, con gli ordini professionali e, tramite loro, con la cittadinanza, con l'esame e l'approvazione delle misure più urgenti relative, in particolare, alle superfici accessorie, ai parcheggi, alle serre, ai bonus, misure dirette ad impedire applicazioni ed interpretazioni del regolamento urbanistico di forte e inaccettabile impatto ambientale». La maggioranza si dice poi soddisfatta che, sia pure ridotto e sottoposto a precise condizioni, sia stato recuperato il bonus edilizio fino a 180 metri cubi «in modo da assicurare meglio l'esigenza, da cui ha tratto origine tale istituto, di garantire ampliamenti dell'abitazione dei cittadini che soddisfino esclusivamente le esigenze familiari». In merito ai progetti norma, l'ordine del giorno «ritiene opportuno sottoporre al sindaco ed alla giunta l'esigenza di discutere, contestualmente, nella stessa seduta consiliare, tali misure urbanistiche insieme ad un provvedimento, presentato dall'amministrazione, che esprima la regola, largamente condivisa dalla commissione urbanistica di mettere sotto controllo gli interventi di più ampio impatto ambientale di riportare alla competenza del consiglio comunale la disciplina e l'attuazione dei piani norma. Segnaliamo la mozione presentata da numerosi consiglieri per un provvedimento di tale contenuto, che, una volta recepito il parere del competente ufficio comunale e il parere urgente delle circoscrizioni, potrà essere utilmente fatta propria dal sindaco e dalla giunta e presentata per l'approvazione al consiglio comunale». Il documento poi impegna il sindaco e la giunta «a proporre in tempi rapidi provvedimenti regolativi per la realizzazione delle opere previste dai progetti norma che consentano la riconsiderazione della misura dell'altezza massima dei fabbricati di nuova costruzione, i volumi massimi e gli indici di edificabilità consentiti su tutto il territorio tanto da garantire compatibilità e sopportabilità degli interventi sia rispetto all'impatto ambientale causato, sia rispetto al carico urbanistico che va ad aggravare sulle singole aree del territorio». Proposte che, secondo la maggioranza, vanno nella direzione di una concreta regione dei progetti norma, da riportare al vaglio del consiglio comunale e da rivedere alla luce delle nuove misure: Forza Italia spinge ad esempio per portare le altezze degli edifici ad un massimo di 15 metri.