Con l'inaugurazione della «Raccolta Lercaro» (da martedì a sabato, ore 16,00-19,00; domenica 10,00-13,0016,00-19,00), la Galleria d'arte Moderna di Bologna si arricchisce di un patrimonio unico: oltre 1.600 opere dei maggiori artisti di fine Ottocento e soprattutto del Novecento italiano ed europeo, con la particolarità di essere in gran parte sculture; dunque un centro non soltanto espositivo, ma anche di studio di questo specifico e meno consueto aspetto dell'arte, completato inoltre da una biblioteca che conta per ora oltre 10.000 volumi. La grande raccolta iniziò quando il cardinale Lercaro, arcivescovo di Bologna, era già assai avanzato nell'età, e così viene ricordata da monsignor Arnaldo Fraccaroli, che da tempo l'ha coordinata, curandone pure i lavori di crescita e di conservazione: «Al compiersi dell'800 compleanno del cardinale, nel 1971, molti artisti, che erano precedentemente entrati con lui in un rapporto di stima e di amicizia, pensarono, come espressione di riconoscenza filiale, di creare una Galleria d'arte permanente in cui raccogliere le sculture e le pitture da loro stessi offerte, quale inizio di un'attività destinata a svolgere un benefico influsso formativo sia nei confronti dei giovani che dell'intera comunità cittadina. Il cardinale, da sempre attento ad ogni espressione del bello e ammirato davanti all'opera d'arte come "impronta" meravigliosa del Padre celeste, accolse convinto l'iniziativa, perché era in piena sintonia con il desiderio che i «suoi» universitari approfondissero la propria formazione anche mediante un rapporto vivo con l'arte. Per questo dispose che l'intera raccolta venisse collocata a Villa S. Giacomo». Fu dunque una collezione iniziata e proseguita con intenti pedagogici e formativi, nell'illuminante intuizione che la bellezza, di cui l'arte dovrebbe essere compendio e visibile realizzazione, è la sintesi di un processo educativo che mira a fini alti, in cui intelligenza e spirito confluiscono per determinare, nella persona, maturazione razionale e insieme affettiva e spirituale. L'aspetto specifico di un'educazione estetica vissuta direttamente a contatto con l'arte coronava l'intero progetto del Cardinale, che aveva avviato in Bologna numerose iniziative in proposito (dalle Biennali di Arte Sacra al Congresso nazionale di Architettura Sacra), tutte finalizzate a rinvigorire e celebrare la bellezza nei diversi aspetti della vita, tentando di riaccostare l'arte alla religione ed alla fede, e di colmare almeno in parte quella frattura che si era creata da tempo tra artisti e committenza religiosa. Una visione che anticipava peraltro quanto l'attuale Pontefice, nella recente e ormai nota «Lettera agli artisti», sosteneva con forza, riprendendone poi il concetto fondamentale in un pubblico intervento del 1999. «L'arte è esperienza fortemente educatrice, perché mediante forme sensibili indica una meta da raggiungere, una strada da seguire, una disciplina da attuare». Peraltro, era ed è purtroppo in atto una sorta di ripudio della bellezza, che il nostro tempo sta addirittura sperimentando con avanguardismi sempre più esasperati, e che già Maritain evidenziava e biasimava nel suo intenso e consistente saggio L'intuizione nell'arte e nella poesia, pubblicato in prima edizione a New York nel 1953. Scriveva infatti il grande filosofo: «Il ripudio della bellezza è una cosa assai pericolosa - se non per l'arte, che non può in realtà divorziare dalla bellezza, per lo meno per l'umanità... E non è raro - continuava Maritain - che perfino le chiese in cui essa prega siano capolavori di bruttezza». Consapevole di questa realtà, l'Arcivescovo Lercaro, fin dai primi tempi della sua attività nella diocesi bolognese, si impegnò per realizzare quell'incontro tra l'arte, il bello e la vita non soltanto religiosa ma integrale dell'uomo, finalizzando gusto sontuoso e molteplice percorso ad obiettivi ricchi di una pedagogia complessa e fortemente fondata sull'unità tra spirito e materia, tra fede e quotidianità. Il metodo era accattivante, propositivo, persuasivo. Convinse gli artisti, e molti ne furono catturati e ammirati, come - tra i tanti - Manzù, che concretizzò poi questo suo atteggiamento con la grande statua del cardinale che si trova ora nella Basilica di San Petronio a Bologna, e con un busto dello stesso Cardinale, ultima opera dello scultore, che egli volle donare al prelato e che ora si trova, insieme ad altre 22 sue opere, nell'imponente raccolta recentemente inaugurata. Essa è ora ospitata nell'ampio edificio (oltre 2.000 mq.) sede dell'Istituto «Veritatis Splendor», voluto dal Cardinal Biffi, attuale Arcivescovo di Bologna, il quale ha così chiarito le ragioni della collocazione delle opere in quella specifica sede. «Questo Istituto dovrà riflettere sul rapporto tra l'attività umana e la fede, ma nell'attività umana non considererà soltanto la verità teorica o la giustizia o la morale, ma anche la bellezza». Del resto il mondo moderno, sosteneva Maritain, «è malato di una aspirazione repressa, brutalmente frustrata, verso l'unità, la bellezza, la poesia». È dunque nello splendore della verità, intesa come luce che illumina sia la mente che lo spirito, che si può ritrovare una smarrita forza ideale, riscoprire la nostra cultura originale, comprendere ancora la sostanza, il significato della vita in tutte le sue componenti. «Senza la bellezza - diceva Plotino - che ne sarebbe dell'essere? E senza essere, che ne sarebbe della bellezza?». Nell'offerta artistica che ora è stata fatta alla città di Bologna, e che l'attuale amministrazione guidata dal sindaco Guazzaloca ha notevolmente favorito, emerge dunque un alto messaggio, che le opere presenti testimoniano ed anche, in un certo senso, promuovono, poiché alludono alla forza creativa che le ha prodotte e testimoniano che forse, come sosteneva Dostoevskij nel suo romanzo L'idiota, con la bellezza si potrebbe anche salvare il mondo.
Omaggio alla bellezza
La Galleria d'arte Moderna di Bologna ha inaugurato la Raccolta Lercaro, che comprende oltre 1.600 opere di artisti italiani e europei del Novecento, con una particolarità: la maggior parte sono sculture. La raccolta è stata iniziata dal cardinale Lercaro, arcivescovo di Bologna, e successivamente ampliata e curata da monsignor Arnaldo Fraccaroli. L'arte è stata scelta per essere un'esperienza educatrice, che indichi una meta da raggiungere e una disciplina da attuare.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo