IL RITO DEL FUOCO DEI COLONI RIEMERGE DAGLI SCAVI DI MESSINA -------------------------------------------------------------------------------- Lantica Zancle, riaffiora dalla terra, dagli strati di terreno e pietre che nei secoli lhanno ricoperta. La storia di Messina emerge da un cantiere edile tra la via La Farina e la via Samperi per testimoniare un rito che potrebbe fare nuova luce sulla colonizzazione greca. «È un ritrovamento eccezionale - dichiara la direttrice del Servizio archeologico della Soprintendenza Giovanna Maria Bacci - Secondo i primi studi effettuati sui reperti ritrovati, si tratterebbe di unarea relativa al rito di fondazione della città di Zancle, da parte dei coloni greci che approdarono sulle spiagge messinesi alla fine dellVIII secolo a. C.». Gli scavi a Palazzo Colapesce hanno individuato unarea sacra comprendente due tempietti e un altare sacrificale. Continuando lo scavo, è venuto alla luce un tumulo di forma ellittica di grandi dimensioni, costituito da un fitto pietrame, che sigillava una grande buca, sul fondo della quale sono stati ritrovati ossa animali e una grande quantità di materiale ceramico ricomponibile (crateri, coppe, piatti) databile fra la fine dellVIII e linizio del VII secolo. Allinterno della buca veniva acceso il rogo della celebrazione. Una volta spento il fuoco, la buca veniva riempita di vasellame, e poi il tutto veniva ricoperto con le pietre. È la prima volta che questo rito viene documentato in Sicilia.