Lassessore a Rutelli: spostiamolo al Parco della musica Lettera al ministro e al sindaco: troppi turisti e code, collocazione logistica infelice -------------------------------------------------------------------------------- E se spostassimo il David di Michelangelo? Spostarlo tirandolo fuori da via Ricasoli, dove si trova da «soli» 135 anni, e muoverlo in un nuovo pezzo di città come la Leopolda. Cancellare le code davanti alla Galleria dellAccademia che si snodano fino ad ostruire via Alfani e farne il centro simbolico del nuovo quartiere che nascerà attorno al «parco della musica» disegnato dallarchitetto Paolo Desideri. Magari con un nuovo spazio museale costruito a misura di David. Una chimera? Qualcosa di più: è lidea che lassessore regionale alla cultura Paolo Cocchi ha messo sul tavolo del sindaco di Firenze Leonardo Domenici e del vicepremier, ministro dei beni culturali Francesco Rutelli. Il simbolo di Firenze per la prima volta fuori dalla cerchia dei viali, dal centro storico e commerciale: una rivoluzione copernicana abbozzata nella lettera inviata dallo stesso Cocchi prima dello scorso Natale. Ma non ancora una proposta confezionata: «Ho pensato alla Leopolda, dove sorgerà un pezzo importante di città, ma possiamo anche pensare ad altre soluzioni - dice lassessore toscano alla cultura - perché però non discutere di una nuova collocazione del David? Firenze ha ormai raggiunto soglie di concentrazione e di insostenibilità turistica e lattuale collocazione dellAccademia è dal punto di vista logistico infelice». Per i serpentoni che ingolfano via Ricasoli e per lassedio al cuore della città che i visitatori rinnovano ogni giorno dellanno. «Allargare invece la superficie di calpestio può essere un beneficio per tutti - sostiene lassessore Cocchi - lo so che unidea del genere rischia di risvegliare tutte le istanze di conservazione della città, ma non possiamo non porci il problema di allargare le mète turistiche». Nei prossimi anni, per effetto dei paesi emergenti e delle linee aree «low cost», a basso costo», il volume del turismo mondiale aumenterà sempre di più, aggiunge Cocchi. E sempre più, dopo aver promosso per anni le destinazioni, «i paesi europei si pongono la questione della sostenibilità del turismo». Non facciamo referendum, chiede Cocchi. Non ci si divida tra difensori della tradizione e modernisti: «Si faccia invece uno studio sui flussi turistici per capire cosa potrebbe accadere a seguito di una ricollocazione del David, la Regione è pronta a pagare». Ma perché adesso? Perché gettare sul tavolo unidea che avrà il sicuro effetto di far infuriare, oltre la direzione della Galleria dellAccademia, tutte le vetrine e le botteghe del centro storico? «Chi me lo fa fare? Firenze in fondo si sta ripensando, a cominciare dalla tramvia, e vale la pena discutere anche di come governare i flussi turistici». Cioè almeno il milione e 300mila turisti che ogni anno si mettono in coda per ammirare la statua più famosa di Firenze. Né Palazzo Vecchio né il ministro Rutelli si sono fino ad oggi pronunciati sulla lettera partita dalla Regione. Ma già qualche anno fa il sindaco Domenici ebbe a ridire sul David: rivendicando la proprietà sullopera michelangiolesca che fino a 135 anni fa era sempre rimasta sullarengario di Palazzo Vecchio, facendo leva su un antico documento rispolverato dagli archivi comunali chiese pubblicamente le «royalties» allo Stato a nome della città: in pratica, una percentuale dei lauti incassi provenienti dai biglietti dingresso della Galleria dellAccademia, che è un museo statale. Una rivendicazione allora rimasta lettera morta. FIRENZE - Per milioni di guide turistiche stampate in tutte le lingue del mondo equivale ad un attentato. Cambiare indirizzo al David di Michelangelo. Tirare fuori il simbolo della città dal centro monumentale, dalla Galleria dellAccademia a pochi passi dal Duomo, per collocarlo nel futuro «parco della musica» alla stazione Leopolda: il nuovo pezzo di città destinato ad ospitare il nuovo teatro del Maggio musicale fiorentino disegnato dallarchitetto Paolo Desideri. E lidea contenuta nella lettera che lassessore toscano alla cultura Paolo Cocchi ha inviato al ministro dei beni culturali Francesco Rutelli e al sindaco di Firenze Leonardo Domenici. «Firenze ha ormai raggiunto soglie di insostenibilità turistica e lattuale collocazione nel centro è dal punto di vista logistico infelice», dice lassessore toscano osservando le lunghe code che per molti giorni allanno occupano la strada della Galleria dellAccademia e anche quelle vicine. «E allargare larea turistica e decongestionare il centro potrebbe portare benefici per tutti», aggiunge. Tutti meno la Galleria, che oggi stacca circa 1 milione e 300mila biglietti, e le vetrine commerciali sotto il Duomo, che di sicuro non gradiranno lidea di spostare il David. Ma per effetto dei voli aerei «low cost» e degli arrivi dai paesi emergenti, sostiene lassessore della giunta guidata da Claudio Martini, i flussi turistici sono destinati a crescere velocemente nei prossimi anni e «anche gli altri paesi europei si stanno ponendo il problema del turismo sostenibile». Sono 135 anni che il David risiede alla Galleria dellAccademia, che è un museo statale. La statua più famosa di Firenze, un marmo bianco alto 4,10 metri, ci venne portata nel 1873 per strapparla alle intemperie, perché nei tre secoli e mezzo precedenti era rimasta sempre davanti allingresso principale di Palazzo Vecchio. Esattamente dove era stata collocata nel 1504, subito dopo essere stata scolpita da Michelangelo, e dove oggi si trova invece una copia (laltra torreggia al piazzale Michelangelo). Né il sindaco Domenici né il vicepremier Rutelli si sono fino ad oggi pronunciati sullidea di spostare la statua, da tutti riconosciuta come un capolavoro della scultura rinascimentale. Ma già nel 2003 il sindaco Domenici ebbe a ridire sulla collocazione del David: ne rivendicò la proprietà rispolverando un rogito notarile del 1871 e chiese a nome della città le «royalties» allo Stato. Di fatto, una percentuale dei lauti incassi provenienti dai biglietti dingresso alla Galleria dellAccademia. La richiesta rimase senza risposta, ma il Comune affermò comunque i propri diritti di proprietà. «Non facciamo referendum, non dividiamoci fra contrari e favorevoli allo spostamento: facciamo piuttosto uno studio sui flussi turistici, la Regione è pronta a pagarlo», dice ora lassessore toscano. Il nuovo pezzo di città che dovrebbe sorgere alla Leopolda, davanti a Porta al Prato, assicura Cocchi, si presenta comunque come una soluzione allaltezza: i finanziamenti congiunti di Comune, Regione e Stato stanno dando il via al nuovo teatro del Maggio fiorentino, che già di per sé diventerà un polo dattrazione. E qui potrebbe trovare dimora anche un nuovo spazio museale a misura di David.