L'appello è stato lanciato ieri pomeriggio dalla dottoressa Elsa Masi, consigliere comunale di maggioranza a Barberino: «Che il manoscritto di Francesco da Barberino resti in Italia». Il fatto è questo: il 5 dicembre prossimo nella sede di Roma della prestigiosa casa d'aste Christie's verrà presentato all'incanto uno dei manoscritti più rappresentativi del primo Trecento, il celebre «Offiziolo» di Francesco da Barberino, scrittore valdelsano fra i padri della letteratura italiana. Il manoscritto è corredato da preziose miniature. Sarebbe di proprietà di un privato italiano, ma non si sa chi sia e la Christie's non è tenuta a farlo sapere. La base d'asta è di ben 500mila curo. Ma gli esperti giurano che si arrivi al milione di euro, quasi 2 miliardi delle defunte lire. Circostanze più precise sono narrate dalla dottoressa Masi, che teme che il manoscritto possa finire all'estero, «col rischio di non poterlo più vedere. Invece, dobbiamo fare appello alle biblioteche italiane, e soprattutto a quelle fiorentine, di cercare di trattenerlo in Italia. Che possa dunque rimanere nostro patrimonio». E' stato lo stesso Francesco da Barberino, nel Trecento, ad «autografare» 1' «Offiziolo» parlandone nei «Documenti d'amore» tuttora conservati nella Biblioteca vaticana.