Sarà un gruppo interdisciplinare di tecnici calabresi a lavorare alla riqualificazione dell'area dell'ecomostro di Copanello. L'intervento, per una spesa complessiva di 600 mila euro, è stato assegnato con una gara svoltasi nel Comune di Stalettì. All'opera, per restituire ad una dei promontori più belli dello Jonio calabrese la bellezza deturpata da una vera e propria colata di cemento, ci saranno architetti, paesaggisti e archeologi. Pantaleone Narciso, sindaco di Stalettì, non enfatizza ma nemmeno minimizza l'importanza del momento. "Tutto procede - dice - anche se è bene chiarire che è stato necessario lavorare, comunque, tenendo conto di tutte le implicazioni che si sono presentate". È ripreso, intanto, il completamento della seconda parte dell'intervento di demolizione deciso congiuntamente dalla Regione Calabria e dal Comune di Stalettì. Allo stato del cosiddetto "alveare", rimane circa un 10 di costruzione. Completato il consolidamento dell'area, appaltato di recente dal Comune calabrese, anche l'ultima traccia della costruzione realizzata abusivamente verrà cancellata. "Se non ci fosse stato un problema di stabilità - dice Narciso - avremmo fatto anche prima. Si è demolito sulla base delle disponibilità economiche. Senza dimenticare che c'é stato bisogno di più procedure di gara, di prove di laboratorio e geologiche. Cosa posso dire? Si sta comunque procedendo a tamburo battente. Abbiamo demolito tutto quello che era possibile demolire senza provocare danni e dissesti". Obiettivo riqualificazione, dunque? "Ci attendono scadenze importanti - risponde il sindaco di Stalettì - per il prossimo mese di ottobre anche la riqualificazione dell'area dovrà essere completata e rendicontata dalla Regione. In caso contrario si rischierebbe di perdere i fondi dell'Unione europea".