«In caso di allerta meteo 2, occorre allontanare dall'abitato di Manesseno almeno chi abita ai piani terra e procedere alla chiusura del cantiere sulla sponda sinistra del rio Sardorella». Guglielmo De Luigi, responsabile della Protezione civile regionale, punta il dito contro due progetti in atto a Manesseno e che, a suo dire, avrebbero aumentato il rischio alluvionale nella località dell'Alta Valpolcevera. Il primo cantiere riguarda la costruzione di quattro capannoni - uno dei quali già svetta sino a sedici metri di altezza -sulla sponda sinistra del Sardorella, affluente del Secca, in territorio genovese. L'altra operazione giudicata a rischio è riferita a due palazzi quasi ultimati alla confluenza tra il Sardorella e il Secca, nel Comune di Sant'Olcese, a poche decine di metri dal futuro insediamento produttivo. Le preoccupazioni di De Luigi e degli abitanti di Manesseno, che sabato prossimo alle 10,30 manifesteranno con presidio e corteo (e probabile blocco stradale) contro il capannone che chiamano l'ecomostro, sono state condivise dall'ex prefetto Giuseppe Romano. Il 3 dicembre, tre settimane prima che Romano cedesse il testimone ad Anna Maria Cancellieri, si è svolta in prefettura una riunione coi rappresentanti degli enti interessati: i comuni di Genova e Sant'Olcese, Provincia, Regione, Protezione civile e Comunità montana della Valpolcevera. Alla fine, Romano ha sollecitato un'ulteriore verifica sul rischio idrogeologico nel territorio in cui si stanno realizzando i due interventi. «Nel frattempo - fa sapere De Luigi -ho chiesto ai sindaci di Genova e Sant'Olcese di predisporre un piano particolareggiato di protezione civile». Non solo: «In presenza di allerta mete-oidrologica di tipo 2 - scrive il responsabile della struttura regionale per le emergenze - si dovrà provvedere, invia precauzionale e preventiva, all'evacuazione dei soggetti a rischio, alla chiusura del cantiere, alla regolamentazione dei parcheggi e della viabilità, alla chiusura delle scuole e all'eventuale interruzione di servizi sia pubblici che privati». Eppure la costruzione di case e capannoni a pochi metri dai corsi d'acqua è stata autorizzata dalla Provincia sulla base del Piano di bacino e di successivi studi tecnici. «Sì -osserva De Luigi - ma troppo spesso, nel quotidiano, abbiamo visto calcoli e modelli idraulici sovvertiti dalla realtà dei fenomeni atmosferici. Per quanto riguarda Manesseno ci è sembrato un po' strano che due aree di specifica pertinenza fluviale fossero oggetto di edificazioni. In particolare, i due palazzi sorgono in una penisola inondabile. Ma se emergeranno criticità dalle prossime verifiche, sarà probabilmente sufficiente rinforzare gli argini in sponda destra». La presa di posizione non piace per nulla a Paolo Tizzoni, dirigente Lavori pubblici del Comune, il quale, quando vennero autorizzati i progetti di Manesseno, era vicepresidente della Provincia con delega proprio alla difesa del suolo. Tizzoni, che è pure ingegnere idraulico, parla di «ingiustificato allarmismo» e annuncia, per questa settimana, un incontro chiarificatore con il capo della Protezione civile in Liguria. «Non spetta a De Luigi stabilire se i calcoli degli esperti sono attendibili bensì alla Provincia», tuona Tizzoni: «I progetti in questione rispondono ampiamente ai requisiti di sicurezza imposti dalla legge». In dettaglio: «Di fronte ai capannoni in costruzione esiste un "franco" idraulico di due metri e di un metro nel restante tratto». Significa che il livello della massima piena raggiunta ogni duecento anni dal Sardorella rimane due metri sotto l'argine che protegge via Poirè sulla quale si affaccia il centro storico di Manesseno. «E poi - conclude Tizzoni - se un'area privata, non demaniale, viene resa non più inondabile grazie alle opere di sicurezza idraulica è perfettamente lecito e privo di rischi renderla anche edificatile». La Provincia ha sostenuto davanti a Romano gli stessi concetti. Tuttavia, l'ex prefetto ha chiesto un nuovo approfondimento tecnico dicendo: «Si deve togliere ogni dubbio ai timori dei cittadini. Se ciò non dovesse avvenire, occorre necessariamente ipotizzare che suo tempo vi sono state sottovalutazioni od omissioni che potrebbero compromettere le costruzioni esistenti e gli insediamenti industriali o una nuova sede stradale di prossima costruzione». Il nuovo by pass, che costeggerà la futura area industriale sulla sponda sinistra del Sardorella tagliando fuori il centro abitato, era previsto già nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia. Ma con una precisa avvertenza: «Tracciato da progettare in modo da mantenere l'inondabilità della piana in sponda sinistra del torrente Sardorella». Laddove, appunto, è sorto il primo grande capannone, protetto da un nuovo argine in cemento armato alto sette metri.
LIGURIA - Manesseno, il giallo ecomostro
In caso di allerta meteo di tipo 2, è necessario allontanare i residenti di Manesseno e procedere alla chiusura del cantiere sulla sponda sinistra del rio Sardorella. Il responsabile della Protezione civile regionale, Guglielmo De Luigi, ha sollevato preoccupazioni sulle costruzioni di quattro capannoni e due palazzi sulla sponda sinistra del Sardorella, che potrebbero aumentare il rischio alluvionale nella località dell'Alta Valpolcevera. De Luigi ha chiesto ai sindaci di Genova e Sant'Olcese di predisporre un piano particolareggiato di protezione civile e ha richiesto un'ulteriore verifica sul rischio idrogeologico nel territorio.
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