Il Comune vuole un nuovo spazio per larte contemporanea nella vecchia Fiera, la Provincia allex Falck di Sesto San Giovanni Ma nessuno parla delle opere da esporre e dei costi di gestione Bisogna prevedere 10-15 milioni lanno di spesa corrente, molto più di quanto viene dato oggi a tutti i 23 musei civici -------------------------------------------------------------------------------- La scelta della prima amministrazione Albertini, con Salvatore Carrubba assessore alla cultura, fu quella, prima di tutto, di restaurare e ristrutturare i grandi musei civici che erano stati trascurati per 50 anni (le strutture edilizie cadevano a pezzi; al Castello nel 1998 non cera nemmeno limpianto di allarme) e quindi di progettare nuovi contenitori per le collezioni sacrificate nei depositi: lArengario per la straordinaria collezione di opere del Novecento, dal Futurismo allArte Povera; e lAnsaldo per le collezioni extraeuropee e archeologiche sepolte nel Castello e nel troppo piccolo museo archeologico di corso Magenta. Per larte contemporanea fu decisa la ristrutturazione dei Gasometri di Bovisa (poi abbandonata, quando il progetto era stato già appaltato, per limpossibilità di bonificare larea a costi accettabili) in modo da avere due grandi spazi totalmente liberi per un programma di mostre di arte contemporanea (guidato da Jean- Hubert Martin) nelle quali acquistare opere per la nuova collezione. La prima di queste mostre fu Milano-Europa 2000 che si tenne al PAC e alla Triennale nel 2001 (complice Augusto Morello, nacque così la vocazione della Triennale allarte contemporanea). Nel 2002 furono tagliati di molto i già pochi soldi dellassessorato. Nello spirito di quellidea del Museo del Presente decentrato in periferia nacquero però negli anni seguenti nuove strutture per larte di oggi: la Fondazione Arnaldo Pomodoro nelle ex-officine Riva Calzoni oltre Porta Genova; lHangar Pirelli alla Bicocca; cui si aggiunsero le attività della Fondazione Prada (guidate da Germano Celant) e della Fondazione Trussardi (guidate da Massimiliano Gioni) e, recentemente, le mostre di Triennale Bovisa. Il Comune di Milano ha nei ruoli dei propri musei due professionisti di provata competenza e esperienza sul contemporaneo: Lucia Matino (attuale direttore delle Raccolte dArte e per molti anni direttore del PAC) e Marina Pugliese (curatore delle collezioni civiche darte moderna e contemporanea). Con loro, ma sempre senza soldi, il Comune nel 2005 con lassessore Stefano Zecchi proponeva una sorta di cabina di regia per tutte le attività della creatività contemporanea che nel frattempo erano fiorite e una manifestazione periodica che le collegava e le esaltava: MilanoContemporanea, tenutasi (in via sperimentale) nellottobre 2005 con un successo di pubblico che superava le 50.000 presenze nei 15 giorni di svolgimento. Mentre le proposte di Carrubba e di Zecchi tenevano conto delle reali possibilità (e volontà) finanziarie, le ultime nuove proposte di Sesto San Giovanni, in collaborazione con la Provincia, e di City Life in collaborazione con Davide Rampello per la Triennale riportano il dibattito sull«effetto Bilbao» con tutti i rischi che esso comporta. A New York per il MoMa è stata coniata la frase «Il MoMa è un pescecane che per poter rimanere a galla è costretto a muoversi continuamente». Un museo come quello che sorgerà nellarea dellex-fiera per il progetto di Daniel Liebeskind, che si annuncia un edificio spettacolare, avrà dei costi di manutenzione e di gestione altrettanto spettacolari: bisogna prevedere almeno 10-15 milioni allanno di spesa corrente, molto più di quanto oggi viene dato allassessorato per i 23 musei civici. Il Comune, che già oggi non trova personale e bilancio per aprire la nuova biblioteca Valvassori Peroni, potrà sostenere questa spesa annua senza impoverire tutte le altre istituzioni culturali? La stessa Triennale, la Fondazione Pomodoro, gli altri musei non civici non possono essere abbandonati dal Comune. Purtroppo è vero che la nostra politica culturale oggi sembra ovunque più interessata allevento, alleffimero, allo spreco. Molto meno si sostengono le istituzioni storiche che da sempre incarnano lidentità delle città. Museologa e storica dellarte