Ben 3.554: tanti sono i musei nel nostro Paese. Di essi quasi la metà - 1.538 è di proprietà comunale. Ancora: dei 1.423 teatri censiti, 574 sono dei Comuni. Bastano queste cifre per segnalare l'importanza del patrimonio culturale locale. Ma questa ricchezza - alla quale andrebbero aggiunte chiese, pievi, abbazie, rocche, biblioteche...- disseminata in ogni contrada e determinante per dare al nostro Paese la fisionomia di un museo diffuso, rischia di rimanere "invisibile". La scena - quella dell'informazione e quella dei flussi turistici - è catturata dalle grandi città d'arte e dalle istituzioni culturali più famose. E anche sul piano dei finanziamenti statali, ai piccoli rimangono solo le briciole, e anche quelle sempre più centellinate. Da questi dati e da queste preoccupazioni ha preso le mosse un convegno, promosso dagli assessori alla cultura di numerose province del Centro Italia, intitolato «Le città invisibili. La gestione dei beni culturali nell'Italia "minore" ». L'incontro si è svolto all'Abbadia di Fiastra, in provincia di Macerata nei giorni di lunedì e martedì. E' emerso il compiacimento per una crescita del turismo culturale che dura da cinque anni, nonostante gli sconquassi e i timori diffusi dal terrorismo internazionale. Le realtà aperte al pubblico registrano infatti un 12,5, mentre il numero di visitatori è aumentato del 20,6. E si tratta di un incremento che si è indirizzato soprattutto verso i centri minori, in parallelo con la diffusione di soggiorni in agriturismo e lo sviluppo di traffico da parte degli aeroporti più piccoli. L'incontro ha altresì documentato l'aumento delle esperienze di gestione in collaborazione tra enti locali e privati. Queste esperienze, nate sulla scia della Legge 14290 che ha riformato le autonomie locali, sono oggi più di 300 e secondo proiezioni attendibili raggiungeranno il migliaio nel 2004. Ma le restrizioni introdotte dalla Finanziaria hanno fatto chiedere a molti cosa ne sarà dell'immenso patrimonio dell'Italia minore. Se "la cultura da sola non fa business", è tuttavia un elemento in grado di favorire il turismo e si riflette in un miglioramento della qualità della vita e dell'occupazione per i residenti. Inevitabile, poi, che si parlasse del timore di svendita di beni di rilevanza culturale in conseguenza del decreto sul silenzioassenso. Se nessuno teme l'alienazione del Colosseo, si paventa il rischio di dispersione per una miriade di opere piccole e poco conosciute sparse lungo lo Stivale, in quell'Italia minore dalla quale sono germinati tratti fondamentali della nostra identità nazionale. Proprio per tutelare queste opere, a conclusione del convegno è stato assunto l'impegno a dar vita ad un Osservatorio nazionale per monitorare e salvaguardare il patrimonio di beni delle "città invisibili", uno strumento in più al servizio della diffusione e conoscenza delle ricchezze culturali della provincia d'Italia. Per saperne di più: www.abbadiafiastra.net
Italia, museo all'aperto senza fondi
In Italia, ci sono oltre 3.500 musei, di cui la metà è di proprietà comunale. Tuttavia, la ricchezza culturale locale è spesso "invisibile" e non riceve sufficienti finanziamenti statali. I piccoli centri culturali e le loro istituzioni rischiano di essere dimenticati a favore delle grandi città d'arte e delle istituzioni culturali più famose. Un convegno, promosso dagli assessori alla cultura di numerose province del Centro Italia, ha evidenziato la crescita del turismo culturale, che ha registrato un aumento del 12,5% negli ultimi cinque anni. Tuttavia, le restrizioni finanziarie hanno sollevato preoccupazioni sul futuro del patrimonio culturale locale.
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Bene culturale
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