Quattro mesi a un follonichese: in casa una trentina di pezzi etruschi -------------------------------------------------------------------------------- È comparso davanti al giudice per il reato di ricettazione di beni dello Stato (reperti archeologici), ma è uscito dal Tribunale con una condanna per "impossessamento" (ovvero furto) dei beni stessi. Giorgio Iseppi, follonichese di 56 anni, nell'estate del 2001 finì in un'indagine della guardia di finanza del Golfo. Le fiamme gialle erano infatti venute a sapere di un gruppo di persone che si dedicava a "ricerche di tesori" non autorizzate nella zona etrusca tra Viterbo e la provincia di Grosseto, e che aveva contatti frequenti con una pizzeria orbetellana già nota alle forze dell'ordine come punto di riferimento per i "tombaroli" della Maremma. Tra questi, c'era appunto Iseppi. E nell'agosto 2001 la Finanza gli piombò in casa per una perquisizione dalla quale saltarono fuori poco meno di trenta "pezzi" antichi, tra i quali monte, fibule e frammenti di anelli. Un perito nominato dalla Procura ne accertò la provenienza (area fra Montalto di Castro e Maremma) e la datazione (IV-II secolo a.C), confermando che di beni archeologici si trattava. Iseppi è stato dunque denunciato per ricettazione, e per questo reato rinviato a giudizio. L'altro giorno il giudice Puliatti lo ha condannato a 4 mesi di reclusione e 500 euro di multa, pena sospesa e non menzione, "riqualificando" il capo d'imputazione in "impossessamento illecito di beni culturali appartanenti allo Stato". I reperti sono stati confiscati, così come due metal detector trovati all'Iseppi.