Era inevitabile. Prima o poi doveva succedere. Per il cantiere dei Nuovi Uffizi è giunta l'ora del primo vero, corposo ritardo. Non di settimane, ma di mesi. Forse addirittura unanno. Tutto è scaturito dalla volontà della soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino Cristina Acidini che, d'intesa con il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali e con i suoi collaboratori, ha dato un «ritocco» al progetto per la realizzazione dei Nuovi Uffizi. La decisione - «pensata» tra luglio e agosto, ma formalizzata solo a novembre - riguarda l'area degli Uffizi al primo piano sotto la Biblioteca Magliabechiana che invece di essere destinata ai laboratori restauri della Galleria, diverrà un nuovo spazio espositivo di circa 600 metri quadrati che ospiterà le mostre temporanee. Fino a questo momento questa decisione è già costata due mesi di stop al cantiere, ai quali andranno aggiunti i mesi che occorreranno per riprogettare tutta l'area. Ad affermarlo, non senza una punta di preoccupazione, è l'architetto Giorgio Pappagallo, direttore dei lavori per i Nuovi Uffizi: «L'area sotto la Biblioteca Magliabechiana era stata pensata per ospitare i laboratori di restauro ed altri servizi. Il cambiamento comporterà una modifica sostanziale della destinazione d'uso dell'area, che si tradurrà in mesi di lavoro per la progettazione architettonica, per quella strutturale e per quella impiantistica. E allo stato attuale non è prevedibile il tempo che occorrerà per far ripartire il cantiere. Che nel frattempo resta fermo, perché non vogliamo costruire cose che poi andranno demolite. Il nuovo progetto -ha proseguito Pappagallo - dovrà rispettare anche il coordinamento dell'associazionedelle aree, perché era stato previsto un cronoprogramma dei lavori per non avere momenti di pausa. I cantieri, a causa dell'effetto "domino" che causerà questo ritocco al progetto generale dei Nuovi Uffizi, invece di chiudersi alla fine del 2010 come previsto, potrebbero protrarsi fino a metà se non addirittura alla fine del 2011. Questo comporterà - ha aggiunto l'architetto - anche delle spese in più per l'adeguamento dei progetti; non sappiamo ancora se causerà dei costi dei lavori veri e propri. Da sottolineare che il nuovo spazio espositivo che nascerà sotto la Biblioteca Magliabechiana dovrà rispondere ad alcune esigenze, la prima delle quali è l'integrazione nel percorso museale della Galleria degli Uffizi». Secondo l'iniziale progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi «nel corpo di fabbrica Magliabechiano, nei due piani sottostanti la biblioteca, troveranno sede, oltre al portierato e all'accesso del personale interno, i laboratori per il restauro dei dipinti e delle opere d'arte su carta, la legatoria e le strutture finalizzate ai movimenti delle opere d'arte in occasione di mostre». Invece cambierà tutto. Fatta salva la permanenza al piano terra di alcuni laboratori di restauro, al primo piano troverà spazio una vera e propria «galleria nella Galleria», per dar spazio alle mostre temporanee, linfa vitale degli Uffizi e, come detto, sicura fonte di introiti. A farne le spese, si fa per dire, saranno i laboratori restauri che saranno spostati nell'area attualmente occupata dagli uffici amministrativi, al primo piano dell'ala est. Estate 2009: tocca a Botticelli - Inizialmente prevista per il 2008, la «trasformazione » della Sala di Botticelli della Galleria degli Uffizi avverrà non prima di metà 2009. Ad affermarlo è ancora l'architetto Pappagallo che, per il momento, dice di non preoccuparsene. La sala, infatti, è una di quelle che subirà le trasformazioni più radicali: verrà divisa in due ed è previsto anche un nuovo soffitto e, tra le capriate, dei pozzi che lasciano filtrare una luce diffusa. La sala presenterà anche nuove soluzioni di allestimento riguardanti la struttura e il colore delle pareti d'esposizione (che dovrebbero essere azzurro pallido, colore ricavato da alcuni dei più famosi dipinti dell'artista fiorentino), gli elementi di supporto per le opere, i dissuasori e le protezioni, le colonne tecnologiche per segnalatori e impianti. Da segnalare che nel nuovo controsoffitto saranno ospitati tutti gli impianti e i percorsi d'ispezione. Per la realizzazione della nuova Sala di Botticelli occorrerà un anno circa. La loggi di Isozaki verso l'ok della Soprintendenza Loggia Isozaki... avanti tutta. Esattamente due mesi fa, nell'ufficio della soprintendente per i beni architettonici, Paola Grifoni, era giunto il plico contenente il «progetto esecutivo » per la realizzazione della copertura all'uscita degli Uffizi. La consegna avvenne in extremis, mentre la soprintendente disse che da quel momento scattavano i novanta giorni utili per verificare che le modifiche richieste dalla soprintendenza fiorentina fossero state effettivamente recepite dall'architetto giapponese. E altrettanto effettivamente apportate sul progetto. La fase di verifica si sta chiudendo proprio in queste ore ma ieri Paola Grifoni ha già anticipato che non ci sono problemi e che il progetto recapitatole da Arata Isozaki è tutto a posto: «Devo fare ancora dei controlli per quanto riguarda i dati relativi alla statica - ha detto la soprintendente - ma tutto il materiale sembrerebbe in ordine». Una sola frase, scarna, che di fatto avvicina la possibilità che all'uscita della Galleria degli Uffizi, in piazza del Grano, prima o poi venga costruita la tanto discussa loggia di copertura. Come si ricorderà, una notevole accelerata alla vicenda si era avuta nell'agosto del 2007 quando la soprintendente Grifoni aveva ricevuto il «progetto definitivo » della loggia. Rispedito a Isozaki con la richiesta di alcune modifiche, e da questo trasformato in «progetto esecutivo», sarebbe poi servito per bandire la gara d'appalto e per consegnarlo nelle mani dei responsabili dell'impresa incaricata di realizzare l'opera. Tuttavia l'affidamento del lavoro alla ditta vincitrice dell'appalto, non significherà assolutamente l'inizio della costruzione della Loggia perché questa potrà avvenire solo quando sarà smontata la gru in piazza del grano. In tal senso alcuni mesi fa la stessa soprintendente Grifoni aveva ammesso di aver studiato il modo per spostare il carico di lavoro sulla gru del piazzale degli Uffizi, sì da ottenere il risultato di poter smontare la prima nella seconda metà del 2009, con circa 1218 mesi di anticipo sulla data prevista di fine lavori, fissata nell'autunno del 2010. La decisione di trasformare l'area sotto la biblioteca Magliabechiana in zona per le esposizioni temporanee, invece che destinarla ai laboratori restauro, causerà un notevole ritardo dei lavori nell'intero cantiere, che secondo il direttore, Giorgio Pappagallo, potrebbe arrivare addirittura a un anno. Questo porterà, di conseguenza, anche un ritardo nella costruzione della loggia Isozaki, lasciando spazio alle polemiche, per altro mai sopite, almeno fino alla fine del 2010. Se non oltre...