Tutto cominciò il giorno dopo Natale del 1907. L'allora sindaco fiorentino, Francesco Sangiorgi, istituì l'Ufficio delle Belle arti e Antichità del Comune di Firenze, varando subito il Regolamento costitutivo che delineava attribuzioni e responsabilità. Il nuovo ufficio avrebbe avuto un compito importante e non certo leggero: farsi carico della tutela dell'immenso patrimonio artistico, storico e architettonico di proprietà comunale: in pratica chiese, palazzi, mura e porte, fontane, statue, tabernacoli e lapidi tra i più rappresentativi della città. Cento anni dopo la tutela di alcuni dei monumenti più ammirati di Firenze - come Palazzo Vecchio, Palazzo Strozzi, le basiliche di Santa Maria Novella e Santo Spirito, il Forte Belvedere, la fontana del Nettuno... - sono di pertinenza del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, un gruppo di persone guidate dall'architetto Giuseppe Cini cui è affidata la tutela del 3 per cento del patrimonio monumentale dell'umanità. Per celebrare i «primi cento anni» delle Belle Arti di Firenze, venerdì si apre nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio la mostra dal titolo Ufficio Belle arti e antichità. 1907-2007: cento anni di restauro a Firenze. Curata dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, la mostra resterà aperta fino al 22 gennaio, tutti i giorni dalle 10 alle 18 con ingresso libero. Articolata come un lungo percorso attraverso le meraviglie di casa nostra, la mostra si articola attraverso nove sezioni, che ricalcano in generale le aree di competenza delle Belle Arti. La prima è dedicata a Palazzo Vecchio e propone un'ampia documentazione degli interventi più recenti curati, tra gli altri, dall'ex-dirigente della Fabbrica, Ugo Muccini, insieme a Laura Corti, dall'attuale dirigente, Claudio Mastrodicasa, e poi da Oriella Pieracci, Stefano Rinaldi, Bruno Ulivi, Paolo Ferrara. La seconda sezione pone all'attenzione del visitatore l'insieme di Chiese e Conventi fiorentini che nell'ultimo secolo sono stati oggetti delle attenzioni delle Belle Arti: in particolare la mostra presenta i tanti e delicati interventi in Santa Maria Novella e il restauro del prospetto principale del Convento di San Salvatore al Monte. La terza sezione è dedicata ai complessi monumentali e passano in rassegna le fotografie degli interventi al Complesso di San Firenze, del recupero delle ex-scuole Leopoldine, di Forte Belvedere e della Loggia del marco nuovo (o del Porcellino). La quarta sezione è un suggestivo viaggio attraverso i recuperi di palazzi e ville. È in questo segmento di mostra che trovano spazio immagini di Palazzo Strozzi e della Strozzina, della Biblioteca delle Oblate e di casa Lapi, della Casa diDante e di Villa Arrivabene. La successiva sezione è dedicata ai teatri con i recuperi del Puccini e del Teatro 13 curati da Oriella Ferrini, del Goldoni e della Goldonetta. Le ultime 4 sezioni della mostra vedono protagoniste, rispettivamente, le antiche mura e porte cittadine, le Rampe oggi, i musei (in particolare Stibbert e Bardini) e infine le lapidi, le statue, le fontane, i tabernacoli e i manufatti storici nei parchi. A corredo della mostra, nella Sala d'Arme si svolgerà anche un ciclo di sette conferenze con inizio sempre alle 16. L'11 gennaio Oriella Ferrini parlerà del «Teatro Puccini a Firenze: il restauro»; quindi il 14 Giuseppe Cini si occuperà de «Il recupero del Forte Belvedere a Firenze»; a seguire, il 15; Claudio Cestelli parlerà de «Il restauro dell'ex-limonaia del Museo Stibbert a Firenze»; quindi il 16 Marina Gennari proporrà «I primi anni di attività dell'Ufficio belle Arti e antichità del Comune di Firenze» mentre il 17 Daniele Gualandi farà il punto su «La Biblioteca delle Oblate a Firenze». Quindi il 18 Claudio Mastrodicasa presenterà «Il restauro dei camminamenti di Ronda di Palazzo Vecchio » e, infine, il 21 Oriella Pieracci tratterà della «Tutela del patrimonio architettonico: manutenzione e valorizzazione del bene tutelato».