Sos ambulanti. I banchi itineranti che spesso affollano e occupano i monumenti e i centri storici delle città darte italiane sono nel mirino del ministero per i Beni e le attività culturali. Una direttiva dello scorso 9 novembre, rivolta a tutte le direzioni regionali e alle soprintendenze, chiedeva «di ridimensionare o razionalizzare lattività commerciale ambulante nei centri storici», con una «rivalutazione complessiva anche delle autorizzazioni commerciali già rilasciate». Secondo lart.52 del Dl 422004, infatti, i Comuni possono individuare, sentito il soprintendente, delle aree pubbliche di valore culturale, nelle qualivíetare o sottoporre a condizioni particolari lesercizio del commercio». Una richiesta di non facile attuazione in molti siti italiani, una vera e propria missione impossibile nelle principali città darte della Penisola. «Qui a Milano - dicono dalla soprintendenza - abbiamo dovuto creare uno spazio per gli abusivi, durante la "Fiera degli Obei Obei" che si tiene l8 dicembre. Invece, i banchi sono autorizzati a piazza Duomo e lungo Corso Vittorio Emanuele, anche quelli che non centrano niente con i monumenti. I botteghini che vendono il cocco, ad esempio, potranno rimanere in zona fino al 2012». Stessa situazione al Sud: Bruno Carughi, della soprintendenza idi Napoli, racconta di venditori che non si limitano ad occupare lo spazio davanti i monumenti, «li utilizzano per appendere la merce e metterla in bella mostra, piantando dei chiodi sui muri dei palazzi monumentali». E aggiunge: «Abbiamo più volte fatto presente allamministrazione comunale la situazione, ma non abbiamo mai avuto risposta». Non va meglio a Roma, dove la direzione regionale ha decretato che larea della Capitale è tutta di interesse culturale ed ha invitato il Nucleo di tutela ad intervenire, e a Firenze, dove gli ambulanti (con licenza e non) affollano il corridoio vasariano, mentre il soprintendente Paola Grifoni dice: «Non possiamo revocare le licenze. Stiamo cercando, daccordo con il Comune, di far spostare i banchi in zone meno rilevanti». Ci sono anche città, però, dove il problema è sotto controllo. Come a Palermo e a Torino, dove, grazie ad accordi con i rispettivi Comuni, le licenze sono poche e regolarizzate. Stessa cosa vale per Venezia e Verona. In questultima città, il Comune e la soprintendenz a hanno firmato un protocollo dintesa che contiene le caratteristiche che devono avere i banchi degli ambulanti, chevengono richiusi a fine giornata per non ingombrare la strada o la piazza su cui si trovano.