Ma quali sono oggi alcuni dei maggiori cantieri di restauro guidati dal ministero? Limpegno più forte è lo stanziamento di 59 milioni di euro per i soli Uffizi, dunque la metà del finanziamento di un intero anno del ministero, ma non certo del 2007 che di milioni ne ha avuti solo 78. Si tratta di 35.000 metri quadrati, lingresso di Isozaki si farà, gli Uffizi diventeranno un sistema complesso, ricco di spazi per il pubblico ma proiettato anche verso il sistema esterno, per fare in modo che i visitatori vadano a vedere il tessuto urbano e gli altri musei. La stessa politica si intende adottare anche alla Galleria dellAccademia a Venezia che viene raddoppiata, da 5.800 a 12.000 metri quadrati, con una spesa di 24 milioni di euro: ora la visitano troppo pochi, dovrà invece diventare un nuovo polo nel sistema urbano. Altro cantiere Palazzo Litta a Milano, con i suoi 8500 metri quadrati e 6 milioni di spesa: è destinato a diventare un grande centro di cultura e sede espositiva. Ancora a Venezia Palazzo Grimani, con quasi 5 milioni per 3.000 metri quadrati, vedrà recuperato lo spazio interno e sarà meglio comprensibile la originaria configurazione della antica, preziosa collezione archeologica. Villa dEste a Tivoli, con 9 milioni, è un restauro imponente: architettura del verde e giochi dacqua, restauro degli esterni e degli interni, un lavoro concluso. Ma i cantieri, come si vede anche dalla tabella accanto, sono decine, e qui si pone un altro problema, quello dei costi a metro quadrato. «Per gli Uffizi - precisa Cecchi - vi è stato un ribasso dasta del 42 per cento, ha vinto la gara una cooperativa di imprese ma avevano concorso ditte da mezza Europa; il costo del restauro sarà di 1.500 euro al metro quadrato». Poco davvero considerando la complessità dellimpegno e la delicatezza del monumento. Cecchi traccia un bilancio: «Con la carta sismica, linformatizzazione, i nuovi funzionari, lincremento del bilancio dei restauri nella finanziaria e, speriamo, il finanziamento alle soprintendenze a gennaio e non a settembre di ogni anno, dovremmo moltiplicare i cantieri e abbreviare i tempi del servizio pubblico e quindi ridisegnare limmagine del Paese. Credo siano queste le linee portate avanti dal ministro e che condivido».