Lo strumento urbanistico difeso dalla attuale minoranza. Nel mirino di Villa Saporiti le aree verdi di via Riazzolo e via Galilei L'opposizione: «Non è il Piano del cemento» L'ax assessore Calvi sul Pgt da rifare: «Prevede meno della metà delle costruzioni approvate dalla Provincia» Con la bocciatura da parte della Provincia del Piano di governo del territorio, ereditato dalla giunta di Marcella Tili dalla precedente amministrazione Ghioni, si rimette tutto in gioco, ed Erba dovrà ancora aspettare per veder definito lo strumento che riguarda il suo assetto viabilistico ed edilizio. A cadere sotto il veto di Villa Saporiti sono le aree considerate di particolare valore ambientale. Zone che ricadono sotto la denominazione di Sic, cioè ?siti di interesse comunitario?. Gli amministratori provinciali hanno cioè rilevato la mancanza di conformità tra il piano territoriale di coordinamento provinciale e il Pgt in fase di osservazione a Erba, riguardo ad alcuni terreni che da agricoli sono passati a edificabili. Si tratta in particolare del terreno in via Riazzolo a Buccinigo, di un'area più piccola tra la Valassina e via Galilei, dello spazio attorno al nuovo liceo scientifico Galilei e della porzione di terreno che unisce Carpesino e Arcellasco, già inserito nel piano di edilizia popolare. «Il Pgt progettato dall'architetto Sergio Dinale ? ha detto l'ex assessore ai lavori Pubblici Carlo Calvi ? non rientra solo in parte in alcune osservazioni avanzate dalla Provincia. In ogni caso si tratta di confutazioni che possono essere riequilibrate attraverso una correzione del piano stesso. La prima considerazione è che sui 164 mila metri quadrati accordati dalla Provincia come tetto massimo di espansione edilizia, il Pgt ne prevede solo 75 mila. Per quanto riguarda l'area del Galilei non si capisce perché la Provincia la inserisca nella lista delle zone a rischio, dato che il Pgt originario vi prevede già un parco pubblico. Le costruzioni popolari a Carpesino, infine, erano già in fase di rivalutazione, in quanto a volumetrie. È importante che alcuni aspetti ancora ampiamente modificabili non ipotechino tutto un lavoro di alto profilo, costato tempo e denaro». L'amministrazione ha revocato il piano con una delibera approvata dai membri di maggioranza, venerdì sera in commissione territorio. «Le alternative che avevamo erano due ? ha detto il vice sindaco Claudio Ghislanzoni - Operare una sostanziale modifica del piano, con l'obbligo della ripubblicazione: una possibilità che, oltre al considerevole dispendio di tempo, precluderebbe l'acquisizione dei necessari pareri delle parti sociali ed economiche. Oppure la sua revoca e l'adozione di un nuovo piano. È questa la decisione assunta dalla commissione che però lascerà invariati tutti gli studi e i lavori preliminari già realizzati, soprattutto considerando le oltre 550 richieste di modifica contenute nelle osservazioni inviate dai cittadini. Così sarà possibile ottenere in tempi brevi uno strumento di governo del territorio redatto nel pieno rispetto delle norme e delle indicazioni provinciali».