Ma per quello in Darsena serve un nuovo progetto Da via Avezzana a piazza XXV Aprile, le ruspe al lavoro per gli autosilo interrati da tempo fermi Ruspe, alberi da tagliare, buchi da scavare tra i palazzi. Riparte, dopo un anno e mezzo di black out, la costruzione dei parcheggi interrati lasciati in eredità dall' amministrazione Albertini. Tredici i casi definitivamente sbloccati dalla giunta di Letizia Moratti dove, finito il lunghissimo iter amministrativo, partono i cantieri. Restano fermi, invece, quelli in Darsena. E gli altri? Per chiudere l' eredità annosa (incominciò nel 1985) di qualcosa come 200 progetti di autosilo, Palazzo Marino vuole fare una sorta di «sanatoria» amministrativa per chiudere una cinquantina di pratiche ancora formalmente aperte. Sbloccare e ripartire, questo in sintesi il messaggio che il sindaco Moratti ha condiviso con i suoi assessori in un vertice sul versante amministrativo della partita, quello che riguarda Palazzo Marino. Ma c' è un altro fronte che incrocia la vecchissima querelle dei parcheggi e che nessuno può dire dove porterà: quello legale. Tra un mare di ricorsi al Tar, e tanto più il fascicolo contro ignoti aperto dalla Procura a metà dicembre dopo esposti di comitati e la messa in onda della trasmissione Report dedicata al caso-parcheggi. Si vedrà se diventerà una vera inchiesta su anni e anni di appalti e business. Nel frattempo, però, c' è il fronte amministrativo che riparte con il vertice tra sindaco e assessori. Quello ai Lavori pubblici Bruno Simini, a cui dopo un anno di paralisi e polemiche è passata quest' autunno la gestione della realizzazione dei vecchi progetti, ha portato carte e risultati: «Tra collaudi attesi da tempo e oggi fatti, cantieri aperti e progetti di cui sono definiti i tempi certi di realizzazione anche con la grande disponibilità della Soprintendenza, abbiamo sbloccato cinquemila posti auto». L' assessore alla Mobilità Edoardo Croci, che ha mantenuto solo la programmazione dei parcheggi, aggiunge che «nell' interesse pubblico è stata sbloccata una situazione molto complessa che avevamo ereditato». Che cosa succede esattamente? Tredici parcheggi ripartono con l' apertura dei cantieri: i primi, con le ruspe promesse entro la primavera, sono quelli che devono essere costruiti in via Triboniano, via Avezzana, viale Legioni Romane, via Tolstoj-Savona, via Ferrante Aporti-via Varanini, via Monte Velino. In altri due casi, ma qui si parla di parcheggi pubblici, è promessa la fine della paralisi: sono quelli in piazza Meda e piazza XXV Aprile, inchiodati dagli scavi archeologici, dove entro gennaio deve partire finalmente la realizzazione del parcheggio vero e proprio. Più complicata la Darsena: qui bisogna cambiare il progetto, la giunta vuole farlo ma dovrebbe ottenere il voto in consiglio comunale. Altro capitolo, la «sanatoria». Sarebbe un maxi-atto amministrativo per chiudere definitivamente gli iter di progetti abbandonati dalle imprese, progetti cambiati in corso d' opera, parcheggi fatti e finiti ma che per la burocrazia sono «silos fantasma». E parcheggi che non si faranno mai, come i sette che non hanno passato il «riesame» disposto dalla giunta Moratti e sono stati negati. Tra questi, c' è anche quello di piazzale Lavater che proprio Edoardo Croci, prima di diventare assessore, aveva duramente combattuto come semplice residente. Quale è il problema? Se il tutto dovrà essere votato in Consiglio, il maxi-provvedimento potrebbe essere impallinato dai troppi veti dei consiglieri.