Gli amici dei musei: meglio stare con Pisa, cosa c'entriamo con Grosseto? -------------------------------------------------------------------------------- L'attuale divisione del territorio di competenza delle Soprintendenze Toscane risponde a criteri storici, culturali e quindi geografici. Perché alterarlo? Quale l'intento del progetto che porterà alla creazione di nuove Soprintendenze per i Beni Ambientali e Paesaggistici? Se lo chiede Annamaria Pecchioli Tomassi, presidente Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi, in una lettera in cui esprime preoccupazione per la riorganizzazione delle sovrintendenze toscane. «Così facendo miglioriamo davvero la tutela del nostro patrimonio culturale? O andremo a complicarlo dividendone la cura fra altri uffici, domande, permessi da ottenere?» domanda la presidentessa degli amici dei musei? In un momento in cui si parla di ridurre il debito pubblico e della necessità di eliminare alcuni Enti esistenti, le cui competenze spesso confliggono, si decide di creare nuovi organi, in nuove città, come Grosseto (ma vedi anche Lucca). «Ci sembra uno spreco di energie, risorse umane, tempo e quindi di denaro». «E' certamente vero - sostiene - che le Soprintendenze miste hanno in prevalenza storici dell'arte e, si potrebbe aggiungere, anche in numero spesso non sufficiente e che del paesaggio se ne dovrebbero occupare architetti, possibilmente giovani, con questa specifica preparazione. Ma allora perché non potenziare le Soprintendenze esistenti dando loro più mezzi e personale, magari collegandole più strettamente alle Università e creando al loro interno professionalità con ben distinti compiti di tutela e valorizzazione: beni artistici e culturali - beni ambientali e paesaggistici?» Tanto più che i problemi sono spesso strettamente collegati tra loro e quindi stare "sotto lo stesso tetto" ne potrebbe facilitare la soluzione. Il territorio della nostra Provincia è da sempre storicamente legato a Pisa e a Firenze, dice Annamaria Pecchioli Tomassi, secondo il progetto ministeriale, ci si dovrà rivolgere a Pisa per i beni artistici e culturali e a Grosseto per quelli ambientali e del paesaggio. «Che cosa ci lega a Grosseto? Se consideriamo: la lunga fascia costiera che fa parte della Provincia di Livorno, l'arcipelago Toscano che gravita su questa città, i rapporti da sempre avuti con Pisa e il suo territorio (vedi Canali, Ferrovie, parchi, ecc.) perché allora - se proprio dobbiamo separare le Soprintendenze (cosa che noi consideriamo folle) invece di potenziare quelle già esistenti - non creare nuovi uffici per l'ambiente e il paesaggio proprio nel nostro capoluogo?»
LIVORNO. La soprintendenza resti così com'è
Annamaria Pecchioli Tomassi, presidente degli Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi, esprime preoccupazione per la riorganizzazione delle sovrintendenze toscane. Il progetto prevede la creazione di nuove Soprintendenze per i Beni Ambientali e Paesaggistici, con sede a Grosseto. Pecchioli Tomassi sostiene che questo sia uno spreco di energie, risorse umane e denaro, e che le Soprintendenze esistenti potrebbero essere potenziate con più mezzi e personale. Inoltre, sostiene che i problemi di tutela del patrimonio culturale e ambientale siano strettamente collegati e che stare "sotto lo stesso tetto" potrebbe facilitare la loro soluzione.
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