CESANO MADERNO La chiesa agostiniana di Santa Maria Incoronata di Milano, gioiello rinascimentale d'inizio 400, cadeva in rovina. Grazie all'Isal, la Soprintendenza si convinse a restaurarla. Gli affreschi quattrocenteschi dell'Oratorio di Santa Margherita, a Casatenovo, si stavano sbriciolando. L'Isal li ha salvati. La chiesa paleocristiana di San Simpliciano, a Milano, era deturpata da un brutto restauro ottocentesco. L'Isal ha chiesto e ottenuto di riportare la chiesa alle sembianze originarie, contribuendo a scoprire e a valorizzare le originarie murature paleocristiane. Da cinquant'anni Maria Luisa Gatti Perer, prima come docente universitario, poi dal 1967 come direttrice dell'Istituto di storia dell'arte lombarda (Isal), si batte per tutelare e valorizzare il patrimonio artistico della Lombardia. Professoressa Gatti Perer, come nacque l'Isal? «Negli anni Sessanta cercai di scongiurare l'abbattimento della chiesa secentesca della Santissima Trinità di Milano. Quando mi presentai sul cantiere con le carte che dimostravano il valore artistico di quella chiesa, trovai le ruspe che già avevano iniziato l'abbattimento. Allora capii che era necessario fondare un'associazione che difendesse l'arte lombarda». Sono tanti i capolavori andati perduti? «Moltissimi, purtroppo. Si calcola che il 50 delle opere d'arte lombarda siano state distrutte. Fra di esse, la quasi totalità degli edifici barocchi di Milano». Milano è insensibile all'arte? «E' un problema di tutta l'Italia. Il "Bel Paese" possiede il 75 del patrimonio artistico mondiale. L'arte è la principale ricchezza della nazione. Eppure, investire nel patrimonio artistico è considerato uno spreco. Succede perché nell'opinione pubblica manca il concetto di bene culturale. La gente considera un bene solo il denaro, e non pensa sia importante salvare un monumento». In Brianza ci sono monumenti particolarmente degni di nota? «Stiamo realizzando un censimento. Fra i "tesori" brianzoli da salvare ci sono Villa Agnesi a Varedo, dimora estiva della matematica benefattrice Maria Gaetana Agnesi, e il trecentesco Oratorio di Sant'Ambrogio e Caterina, a Solare, con affreschi di scuola giottesca». I «guardiani dell'arte» abitano a Cesano Il ministro Urbani inaugura a Palazzo Arese Iacini la sede dell'associazione che tutela i monumenti lombardi CESANO MADERNO Riapre a Cesano Maderno l'Istituto di storia dell'arte lombarda (Isal): una sorta di «Wwf» dell' arte lombarda, che mette sotto la sua protezione i beni artistici e culturali della Lombardia che rischiano di scomparire. L'associazione è sostenuta dal ministero dei Beni culturali (che ha dichiarato l'archivio storico dell' Isal un bene nazionale), dall'Università cattolica e dalla Fondazione Cariplo. Due anni fa la «sentinella» dell'arte lombarda, Maria Luisa Gatti Perer, docente all'Università cattolica e fondatrice dell' associazione, fu «sfrattata» dal Palazzo Reale di Milano, a causa dell'inizio dei lavori di restauro della reggia a due passi dal Duomo. «Il Comune di Milano ricorda Gatti Perer non fu in grado di offrirci un'alternativa adeguata. Così fummo costretti a lanciare un "sos" in tutta la Lombardia. Rispose il Comune di Cesano Maderno, che ci mise a disposizione l'ala neoclassica del secentesco Palazzo Arese Iacini». Questa mattina alle il sindaco di Cesano, Pietro Luigi Ponti (centrosinistra) consegnerà simbolicamente alla direttrice dell'lsal le chiavi della nuova «casa» brianzola dell'istituto. Alla cerimonia parteciperanno il ministro Giuliano Urbani, l'assessore regionale alla Cultura, Ettore Albertoni e il Rettore della Cattolica di Milano, Lorenzo Ornaghi. Nel pomeriggio, poi, dalle 15 alle 18, la nuova sede sarà aperta al pubblico. «Mi auguro che risai commenta Ponti abbia un legame territoriale con la Brianza, ma nello stesso tempo porti a Cesano il suo respiro nazionale ed europeo». L'istituto d'ora in poi proseguirà in Brianza la sua pluridecennale attività di studio e catalogazione dei capolavori dell'arte lombarda, con una particolare attenzione per quelli in pericolo. Prima di trovare approdo fra i soffitti di legnò a cassettoni, gli stucchi e gli scaloni di pietra di Palazzo Arese Iacini, però, l'Isal ha dovuto pazientare due anni: il tempo necessario per permettere al Comune di Cesano di terminare un accurato restauro che ha riportato la storica dimora aristocratica agli antichi splendori. Nel frattempo, gli uffici e solo una piccola parte dell'archivio storico sono stati stipati in modo provvisorio nella quattrocentesca casa Carcano Cabiate, sempre a Cesano. Nella scorsa primavera i lavori di restauro sono giunti al termine. E così finalmente i soci dell' Isal hanno potuto tirare fuori da casse e bauli i preziosi volumi e le rare fotografie. E dare inizio a un laborioso trasloco durato sei mesi, al termine del quale tutti i 180 mila volumi dal '500 a oggi e le 180 mila immagini, fra le quali ci sono albumine (le prime fotografie) e lastre fotografiche dell'Ottocento, sono stati trasferiti nella nuova sede da 800 metri quadrati. Un gruppo di ricercatori assiste la professoressa Gatti Perer nell'opera di studio e catalogazione dei capolavori dell'arte lombarda (compreso il censimento dalle 5 mila ville di proprietà comunale) : un lavoro iniziato 35 anni fa e destinato a proseguire sicuramente per decenni. Maria Luisa Gatti Perer è soddisfatta, ma non nasconde le difficoltà: «L'associazione è in crisi economica. Mancano i fondi per pagare i ricercatori e i soldi per sostenere l'attività scientifica sono al lumicino».