Berardi contesta il sindaco: "Come fa a non vedere il degrado e la sporcizia che regnano nelle strade?" fano - Il Centro storico di Fano è come lo vedono gli operatori, bisognoso di cure e di nuovi arredi o come lo vede il sindaco, pulito e ben tenuto? Alle considerazioni espresse dal primo cittadino obbiettano i Repubblicani Europei che, con Alberto Berardi (foto), evidenziano. "Ci chiediamo: se è vero che i vigili ecologici hanno elevato quest'anno 270 multe come fa il Sindaco a dire che "non vede il degrado del Centro Storico". Non vede le cartacce, non vede le scritte, non vede le siringhe, non vede le auto che sfrecciano, non vede le auto parcheggiate dovunque, non vede i resti di biciclette abbandonate, non vede i barboni accomodati sulle panchine, non vede gli accattoni, non vede e non sente i pifferai , strimpellatori e cantanti che chiedono la carità . E' ora che si compri gli occhiali. Certo c'è una differenza con Napoli ma c'è anche una grande differenza tra Fano di ieri e Fano di oggi . Una volta il centro storico era curato e vigilato oggi è abbandonato e negletto. Anche in questo caso con Aguzzi si è cambiato: in peggio. Chiediamo anche noi come hanno fatto gli oltre trecento operatori e commercianti del Centro dove sono i monumenti e le chiese, le botteghe ed i negozi sia tutelato e difeso dai vandali aumentando i vigili in servizio e garantendo una più accurata pulizia, cancellando le scritte sui muri e ripulendo le pareti da manifesti e manifestini abusivi. Fano è bella e tale deve restare. Non si può abbandonare il Centro per privilegiare la periferia . Si deve sapere che la periferia senza Centro non esisterebbe perché senza testa e senza cuore". I Repubblicani Europei poi, sempre con Alberto Berardi, intervengono su un tema di attualità: quello della cena nel teatro della Fortuna, considerando "meritevole di ricevere il premio Attila che sostiene che l'iniziativa di mettere tavolate nella platea, sia una buona idea. Per paura di sbagliare ribadiscono abbiamo sentito i dirigenti di decine di teatro storici italiani: tutti, ma proprio tutti, ci hanno detto che mai e poi mai un'idea del genere era passata per le loro teste. E' sicuro storicamente che in passato si effettuarono balli in sala, ma mai tavolate in platea. Una volgarità gratuita, un atto di sottocultura proletaria. Una assurdità, come quando nel '68 si volle portare la lirica nelle fabbriche, invece di portare i lavoratori a teatro. Per finire alcune domande al professor Bonetti: poichè la cena della gluppa è organizzata da privati a pagamento, quanto costerà a costoro l'affitto del teatro? Quale autorità competente ha autorizzato la cena in platea con sedie e tavoli non fissati al suolo? La Soprintendenza che parere ha espresso?"