Non smettono di «piovere» numerose e preoccupate le reazioni del mondo del cinema e della cultura di fronte alla riforma della Biennale di Venezia. Dopo lo sconcerto e l'allarme provocati dall'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto targato Urbani, rivolto a limitare l'autonomia dello storico ente, ora si pensa alla, «mobilitazione». Il primo appuntamento è fissato per il prossimo 4 dicembre a Roma (Residenza di Ripetta). A lanciare l'iniziativa sono l'Associazione e la rivista Gulliver che dedicheranno il consueto convegno annuale sul cinema, all'emergenza Biennale. Secondo l'associazione, infatti, «è in atto una gravissima e pericolosa offensiva politica nei confronti della cultura italiana. Dalla comunicazione televisiva all'editoria fino al cinema e alla Biennale di Venezia la filosofia che. ispira questo governo è quella dell'accentramento e del controllo». Il risultato, prosegue il comunicato di Gulliver, «è che si consolida chi già è forte, si concentrano apparati della cultura e istituzioni finora rimaste rigorosamente autonome sotto tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi sessanta anni». Come nel caso della Biennale «nei cui confronti - prosegue il comunicato - è in corso un tentativo di esplicita espropriazione in funzione di un controllo governativo diretto. Gli enti chiamati a condividere decisioni e scelte culturali dell'ente veneziano sono infatti governati tutti da uomini di diretta nomina ministeriale». Allarme e preoccupazione, poi, sono espressi anche doli 'Anac, la storica assuclozione degli autori. «Da sempre il cinema italiano ,ii è proposto come forza autonoma e libera - si legge in un comunicato dell'Associazione -, impermeabile ai tanti tentativi di normalizzazione succedutìsi nei decenni. Oggi l'attacco a questa autonomia è diventato più esplicito. Non solo attraverso le leggi e i decreti attuatìvi elaborati dal governo, ma anche attraverso una impressionante operazione messa in atto sulla Biennale dì Venezia». Secondo l'Anac «non a caso è a Venezia che le forze della cultura si sono confrontate tante volte in questi anni con quelle della conservazione fino a fare della Biennale un vero e proprio simbolo di autonomia e di libertà. II progetto di una consulta esterna composta di enti ispirati dal governo, cui la Biennale dovrebbe fare riferimento per tutte le sue principali scelte, esprìme nei fatti un inammissibile tentativo di centralizzazione e di controllo». Motivo per cui anche l'Associazione nazionale degli autori cinematografici italiani «si mobiliterà ancora una volta per la difesa dell'autonomia della Biennale insieme a tutte le altre forze della cultura italiana», E lo ribadiscono anche Citto Maselli e Gillo Pontecorvo. «L'insistenza del governo nella messa sotto tutela della Biennale di Venezia - dicono i due autori dell 'Anac - ci convince sempre di più di trovarci di fronte a una vera e propria linea politica mirata a riorganizzare la vita culturale del nostro paese secondo logiche che sono di sostanziale controllo. I fatti del resto parlano chiaro e parlano di un governo che, a partire dalla legge Gasparri tende a imporre regole e strumenti di direzione e dì potere».
Con "Gulliver" la prima mobilitazione in difesa della Biennale
La riforma della Biennale di Venezia ha suscitato preoccupazioni nel mondo del cinema e della cultura italiana. L'Associazione e la rivista Gulliver hanno lanciato una mobilitazione per difendere l'autonomia dell'ente. Secondo loro, il governo sta cercando di espropriare l'autonomia della Biennale e di imporre un controllo diretto. L'Associazione nazionale degli autori cinematografici italiani si unirà alla mobilitazione. I due autori dell'Anac, Citto Maselli e Gillo Pontecorvo, ribadiscono che il governo sta cercando di riorganizzare la vita culturale del paese secondo logiche di controllo.
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