Per l'archeologo Eugenio Moscetti la scoperta è straordinaria e mette in luce ancora una volta l'enorme giacimento archeologico racchiuso all'Inviolata oggi conosciuta più che altro per la mega discarica. Ebbene: la famosa statua di Vibia Sabina (moglie dell'imperatore Adriano, sottratta al nostro paese e finita al Museum of Fine Arts di Boston che solo di recente l'ha restituita dopo una lunga trattativa) sarebbe stata dissotterrata nel 1970 proprio all'Inviolata di Guidonia, nello stesso sito da cui emerse anni dopo la "Triade capitolina". Non quindi a Villa Adriana come evidenziato negli ultimi mesi in cui il "ritorno a casa" della preziosa statua è stato celebrato in più occasioni e in più mostre. A chiarirne a Eugenio Moscetti la provenienza - «misteriosa ma non troppo» - un'intervista di due anni fa del settimanale "Left. Avvenimenti". «Un noto personaggio - spiega Moscetti, ispettore onorario della Soprintendenza archeologica del Lazio e direttore dell'Antiquarium di Montecelio illustrando l'intervista rintracciata -, definito nel pezzo "Archeologo e tombarolo", divenuto famoso per aver trafugato all'Inviolata la Triade nel 1992, rivela di essere stato lui a trovare nelle stessa area, 20 prima, la statua di Vibia Sabina». A sollecitare la professionale curiosità di Moscetti era stata una certa recente "vaghezza" circa il luogo del ritrovamento: nel catalogo della mostra "Vibia Sabina. Da Augusta a Diva" si parlava della stessa Villa Adriana, nei successivi discorsi ufficiali genericamente di "territorio tiburtino", mentre il dato è del tutto omesso nell'esposizione in corso al Quirinale "Nostoi. Capolavori ritrovati". La questione Moscetti l'ha comunicato al sindaco Lippiello con un'accorata lettera: «Guidonia ha diritto ad un museo, la cui collocazione è da tempo stata individuata nel San Michele, che possa ospitare degnamente i suoi innumerevoli reperti ora per lo più "stretti" nel magazzino dell'Antiquarium. Serve un sussulto di orgoglio per una equa distribuzione delle risorse culturali nell'area metropolitana che dia il giusto risalto a Guidonia finora ignorata, se non per localizzare infrastrutture sgradite altrove. Ambire, quindi, a riavere la Triade e la Vibia Sabina che appartengono a Guidonia e ai suoi cittadini insieme alla valorizzazione del Parco fantasma».
Vibia Sabina dissotterrata nel 1970 proprio all'Inviolata di Guidonia
L'archeologo Eugenio Moscetti ha affermato che la statua di Vibia Sabina, una delle opere più famose del Museo di Belle Arti di Boston, sarebbe stata trovata nel 1970 all'Inviolata di Guidonia, nello stesso sito da cui è emersa la "Triade capitolina". Moscetti, ispettore onorario della Soprintendenza archeologica del Lazio, ha rivelato di aver trovato la statua 20 anni prima, nel 1950. La sua scoperta è stata segnalata al sindaco di Guidonia, che ha chiesto di poter ospitare la statua e altri reperti archeologici nel museo di San Michele.
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