Un dato colpisce più degli altri. Quasi il 70 per cento dei partecipanti alla VII edizione del Salone dei beni culturali di Venezia la seconda sotto la dilezione di Maurizio Cecconi, patron di Villaggio globale international è costituita da imprese, aziende private, associazioni non profit, fondazioni, sopravanzando nettamente la presenza di istituzioni ed enti pubblici. Se la parola d'ordine del Salone veneziano, che si svolgerà dal 27 al 30 novembre negli spazi recuperati da Venezia fìere del terminal passeggeri, è "valorizzazione", non può non saltare all'occhio il singolare contrasto tra la vitalità e l'entusiasmo dei privati per il mondo dei beni culturali e le difficoltà in cui si va invece dibattendo l'amministrazione pubblica del nostro patrimonio. Contrasto tanto più preoccupante se si considera il proliferare di corsi di laurea, posi laurea o master che con i beni culturali hanno a che vedere. Senza però essere mai stati supportati da un'azione di ricerca sul mercato del lavoro potenziale e tantomeno da una concertazione preventiva con le istituzioni preposte alla tutela. Valorizzazione e rilancio dei beni culturali, dunque, nella città che è "bene culturale" per eccellenza e che, come ricorda l'assessore comunale alla Cultura di Venezia, Armando Peres, conta circa 15 milioni di visitatori all'anno, oltre a vantare un bilancio annuo di oltre un miliardo di euro per il turismo culturale e un sistema museale in attivo. Motivi più che validi per accogliere 220 espositori, il doppio rispetto all'anno scorso, distribuiti su una superficie anch'essa raddoppiata, di oltre 14mila metri quadrati. Fittissimo il programma, tra dibattiti, mostre, convegni. Si discuterà di finanziamenti, organizzazione e gestione nella cultura; di nuovi prodotti per la valorizzazione dei beni culturali; di formazione; di cultura e sviluppo; si proverà a delineare le caratteristiche del museo di domani: un tema sul quale si confronteranno tra gli altri Pierre Rosenberg, presidente onorario del Louvre, Gabriella Belli direttrice del Mart di Rovereto, museo di nuovissima costruzione e di vivace progettualità, nonché Michail Piotrovsky, l'autorevole direttore dell'Ermitage che da tempo coltiva il desiderio di aprire una sede del Museo statale di Pietroburgo in laguna. Senza trascurare che proprio l'Ermitage è promotore, insieme al Comune di Bassano del Grappa, della grande mostra dedicata al Canova, la cui inaugurazione è attesa per il 22 novembre. Ma anche mostre, si diceva, come quelle del fotografo Mario Giacomelli e dello scultore Stefano Grondona. Oltre alla presentazione di due progetti di valorizzazione messi a punto dagli allievi del corso di alta formazione in Valorizzazione dei beni culturali dell'Università Cattolica di Milano, partner della manifestazione. Nell'occasione sarà inoltre presentato il Rapporto annuale di Federculture su «Valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo locale». ,