Iniziati i lavori per il ripristino. Gasbarra: "Nuove indagini sotto le domus di Palazzo Valentini" E partono i sondaggi per luscita della metro C Davanti alla facciata della chiesa di Antonio da San Gallo unisola pedonale Smantellamento della struttura in cemento e dei muretti con le balaustre del 1939 -------------------------------------------------------------------------------- La ruspa demolitrice ha iniziato a rimuovere ciò che il mattone del Ventennio aveva occultato. Ed entro fine gennaio, se la benna continuerà a macinare calcinacci con la lena osservata ieri mattina, riporterà alla luce lesedra disegnata nellOttocento da Giuseppe Valadier e Pietro Bianchi per fare spazio al capolavoro scultoreo della Colonna traiana. E così potrà essere liberato dai ponteggi di protezione, come anche dal filo di acciaio che corre fino ai 42 metri della cima dove si trova la statua di San Pietro con accanto il parafulmini, il monolite del 113 d. C. che racconta le gesta di Traiano nel sottomettere i guerrieri della Dacia, gli avi dei romeni. Con lo smantellamento della struttura in cemento armato e dei muretti in mattoni sormontati da balaustre in ferro - realizzati nel 1939 per ridisegnare ciò che il "piccone demolitore" aveva distrutto agli inizi anni Trenta nella zona dei fori imperiali - sono in questi giorni entrati nel vivo i lavori di ripristino (su progetto del Comune e della Provincia) dellarticolata piazza delimitata, da un lato, dal foro dellimperatore; dallaltro, dalla facciata posteriore di palazzo Valentini, incastonata tra le chiese di Santa Maria di Loreto e del Sacro Nome di Maria. Ed è proprio di fronte a questultima chiesa, ai piedi della scalinata di Magnanapoli, che stanno per partire i sondaggi archeologici per trovare unaltra, possibile via di uscita alla futura fermata della metropolitana di piazza Venezia. Ma andiamo per ordine. Perché il piano di riqualificazione dellarea ha riflessi anche sul fronte della mobilità. Poiché davanti alla facciata del capolavoro di Antonio da San Gallo il giovane, la chiesa di inizi Cinquecento dedicata al culto della Madonna lauretana, il progetto prevede unisola pedonale che sopporterà la presenza di ununica auto, e per problemi di sicurezza, quella del prefetto diretto a palazzo Valentini; mentre davanti al sagrato della "gemella" mariana, ricostruita tra 1736 e 1751 su disegno del francese Antoine Derizet, sono previsti posti macchina solo per i residenti dei palazzi limitrofi, sempre che le indagini per luscita del metrò non diano esito favorevole e proprio lì sbuchi una delle fermate della linea C. I cantieri presto incroceranno ponteggi e travi. Ma adesso i riflettori sono puntati su quello che vede Comune, Provincia e Soprintendenza statale (che si occupa della Colonna) lavorare in sintonia. E che è entrato nel vivo dei lavori sullonda dellentusiasmo per il successo ottenuto dallapertura, il 20 dicembre, delle due domus patrizie, con annesse terme, scoperte sotto le fondamenta di palazzo Valentini; e per vedere le quali (guidati dalla voce e dal tour multimediale di Piero Angela) già 9.600 persone si sono prenotate. «Camminiamo su un patrimonio inestimabile - spiega il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra - che abbiamo il dovere di valorizzare. Il successo incredibile di visitatori è il premio migliore per chi ha creduto in un progetto coraggioso che proseguirà alla ricerca di nuovi tesori archeologici». Gasbarra si fa i complimenti per la decisione di trasformare, liberando gli scantinati dai vecchi mobili, il palazzo degli uffici in scavo a cielo aperto e museo di se stesso. E conferma lintenzione di scavare sotto il cunicolo sotterraneo che sbuca proprio davanti alla colonna Traiana, alla ricerca «delle propaggini delle due lussuose case costruite proprio a ridosso del Foro», spiega larcheologa della Provincia Paola Baldessari che collabora con il direttore scientifico degli scavi, il sovrintendente comunale ai Beni culturali Eugenio La Rocca. Ma intanto cè da collegare i resti delle domus raccontate da Piero Angela con le vestigia del foro triaineo, fin dentro lesedra ottocentesca del Valadier che sappresta a essere liberata. E a questo scopo cè il tunnel-bunker creato negli anni Trenta per la famiglia del prefetto. Con tanto di camerette lateali, ma anche obsoleti macchinari per una vita autarchica sotto i bombardamenti: bici e dinamo per la produzione di energia elettrica, porte a prova di gas nocivi e capienti cisterne: un curioso esempio di "archeologia militare" che permetterà ai visitatori del tour sotterraneo di sbucare direttamente in faccia al sole. E alla meraviglia della storia scolpita e srotolata lungo il corpo della magnifica colonna di Traiano.