Non ha compreso nella richiesta la città che è stata capitale. Borutti: «Un'ingiusta esclusione» PAVIA. L'Italia chiede all'Unesco (l'organizzazione dell'Onu che si occupa di cultura ed educazione) di comprendere l'itinerario turistico dei Longobardi tra i patrimoni dell'umanità. Ma il ministro Francesco Rutelli, che ieri a Roma ha presentato l'iniziativa in pompa magna, si dimentica di Pavia, che fu capitale del regno per 202 anni, dal 572, fino al 774. L'idea dell'itinerario è del ministro ai Beni e attività culturali Francesco Rutelli e del sottosegretario di Rifondazione comunista Danielle Mazzonis. Dalle segreterie politiche al ministero rinviano tutta la questione ai tecnici che, gentilmente, formulano alcune risposte: «Innanzitutto, in questi casi, occorre l'azione dell'ente locale interessato spiega un funzionario evidentemente Pavia non ha ritenuto opportuno partecipare. Anch'io ho fatto notare che Pavia era stata capitale longobarda, evidentemente l'ufficio tecnico ha ritenuto non ci fossero i presupposti». In Comune, a Pavia, il sindaco Piera Capitelli e l'assessore alla Cultura Silvana Borutti sono molto indispettite per l'esclusione. E formulano anche una precisa ipotesi. «Non è vero che Pavia non ha chiesto di entrare in questo percorso chiarisce Silvana Borutti questa era un'iniziativa caldeggiata già dall'amministrazione precedente alla nostra, quella di Andrea Albergati. E in città era venuto anche il commissario dell'Unesco, capofila del progetto è Cividale del Friuli». Pavia è stata capitale del regno longobardo su decisione del re Alboino, nel 572 e rimase tale fino al 774, quando Desiderio cedette al durissimo assedio di Carlo Magno che per due anni accampò i suoi uomini nelle insalubri paludi attorno alla città. Quando i responsabili del ministero vennero a Pavia per verificare le presenze longobarde gli furono mostrate le chiese di Santa Maria delle Cacce, le cripte di San Giovanni Domnarum e Sant'Eusebio, oltre alla chiesa di San Felice. «Noi a Pavia abbiamo anche una delle collezioni longobarde più importanti riprende Silvana Borutti tanto è vero che molti oggetti ora sono in prestito a una mostra a Torino». Dietro a quella che sembrerebbe una clamorosa scivolata ministeriale, pare ci sia un'incomprensione legata a quello che avrebbe dovuto essere il monumento più importante per il percorso. L'allora direttrice dei musei civici Donata Vicini insisteva su Santa Maria delle Cacce, dove la stessa aveva trovato una piccola abside tipica longobarda. Ma quella chiesa di via Scopoli, ancora oggi, non è aperta al pubblico e così Pavia sarebbe stata scartata dall'itinerario Unesco. Poco importa se ci sono altri monumenti intatti e perfettamente visitabili, oltre al particolare della capitale longobarda.