Polemica sul brigantino rifiutato «Potremmo portarlo a Marghera» LIDO. Ma la Marina vuole davvero realizzare il Museo del Mare all'Arsenale, come annuncia da anni? Il no almeno per ora al trasferimento del relitto del brigantino «Margareth», ora fatto inabissare dalla Soprintendenza per tutelarlo, fa sorgere la domanda anche al presidente di Venezia Arsenale spa Roberto D'Agostino. «E' una situazione molto strana commenta visto che per il recupero del relitto è stato speso anche denaro pubblico. Forse la Marina non ha le idee chiare su quel museo». «Personalmente commenta ancora D'Agostino credo che un Museo del Mare all'Arsenale possa essere necessario, ma concepito in chiave moderna, con l'ausilio delle nuove tecnologie e non semplicemente ammassando relitti o navi all'interno dell'Arsenale. Il solo relitto del brigantino occuperebbe un'intera Tesa dell'Arsenale. Ci sono aree di Porto Marghera che potrebbero benissimo essere riservate a questo scopo, oppure anche isole come il Lazzaretto Nuovo, se quello in programma da parte della Soprintendenza diventerà un vero museo di archeologia marittima. In ogni caso la Marina con cui abbiamo più volte parlato del Museo del Mare deve decidere con chiarezza cosa intende fare». Intanto delle sorti del brigantino britannico inabissatosi di fronte alle acque di Malamocco nel 1853, poi recuperato dalla Soprintendenza Archeologica con l'auto di Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova e ora riportato in acqua ricoperto da un geotessuto dovrebbero discutere nei prossimi giorni Ministero dei Beni Culturali e Ministero della Difesa, proprio in base alla futura destinazione della parte di Arsenale ancora controllato dai militari. Da parte sua, la Soprintendenza Archeologica ora tace, in attesa che la Marina e in particolare il comandante del presidio dell'Arsenale Mario Fumagalli chiariscano cosa intende fare. Dalle acque della laguna stanno infatti emergendo molti altri resti di imbarcazioni storiche come un relitto medievale di imbarcazione da trasporto nella bocca di porto di Lido o la galea scoperta a San Marco in Boccalama e già posta in sicurezza, che la Soprintendenza verifica e cataloga, in attesa di trovare ad essi collocazione. Quella definita era appunto l'Arsenale, in collaborazione con la Marina, all'interno del costituendo Museo del Mare. Ma se adesso ai militari i relitti non interessano più, la collaborazione potrebbe venire meno e per il Museo del Mare se mai si farà i militari dovranno arrangiarsi da soli.
Venezia. La Marina si meriti il Museo del Mare
Il brigantino Margareth, rifiutato dalla Marina, potrebbe essere trasferito a Marghera LIDO. Tuttavia, la Marina vuole realizzare il Museo del Mare all'Arsenale, come annunciato da anni. Il presidente di Venezia Arsenale spa Roberto D'Agostino ha espresso il suo dissenso, sostenendo che il museo dovrebbe essere concepito in chiave moderna e non semplicemente ammassare relitti. La Marina deve decidere con chiarezza cosa intende fare. Il Ministero dei Beni Culturali e il Ministero della Difesa dovrebbero discutere della destinazione della parte di Arsenale ancora controllato dai militari. La Soprintendenza Archeologica tace, in attesa che la Marina chiarisca cosa intende fare.
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