TRIESTE. Cividale del Friuli aspira a diventare patrimonio dell'Unesco. La Regione, (rappresentata dall'assessore Roberto Antonaz e dal vicepresidente del consiglio regionale, Carlo Monai), insieme al sindaco di Cividale del Friuli Attilio Vuga, ha sottoscritto ieri a Roma l'intesa per l'attuazione del cosiddetto Piano di gestione del sito «Italia langobardorum: centri di poteri e di culto (568-774)» che l'Italia presenterà per l'inserimento di Cividale e di altri siti nazionali legati alla civiltà longobarda, nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Una strada che dal Friuli passa alla Lombardia, coinvolgendo Brescia e Varese, per proseguire in Umbria, con la Basilica di Spoleto e poi a Campello (sempre Perugia). Dall'Umbria alla Campania (Benevento) fino alla Puglia, con Monte Sant'Angelo, sul Gargano. «Una proposta innovativa e creativa - ha commentato il ministro della Cultura Francesco Rutelli intervenendo alla conferenza di presentazione - che aiuterà il turismo italiano ad uscire dalle solite rotte».