Da Cividale del Friuli a Brescia, da Castelseprio a Spoleto, da Campello a Benevento. Fino a Monte Sant'Angelo, nel foggiano. L'Italia longobarda si fa avanti e presenta la propria candidatura alla Lista del Patrimonio Unesco, riunita - dalla Lombardia alla Puglia - sotto il marchio «Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)», presentato ieri al ministero per i Beni e le Attività culturali, dove è stata siglata l'Intesa Istituzionale tra i soggetti promotori. Un primo traguardo sulla via dell'inserimento del comune garganico nel patrimonio mondiale dell'Unesco (del quale già fanno parte Alberobello e Castel del Monte) procedura che si concluderà presumibilmente nel mese di luglio, quando il Comitato dell'ente si riunirà a Parigi per deliberare le nuove ammissioni. Oltre al centro storico del paese, fulcro del progetto è il Santuario di San Michele Arcangelo, che i longobardi trasformarono nel settimo secolo in luogo sacro per il culto del loro dio della guerra, colpiti dalla straordinaria somiglianzà di Wodan con l'iconografia micaelica, che raffigurava l'arcangelo con uno scudo e una spada in mano. Fu così che il Santuario - e soprattutto l'antica grotta intorno alla quale era stato costruito - divenne meta di intensi pellegrinaggi, divenendo tappa fondamentale della cosiddetta «via sacra dei longobardi», strada d'origine medievale che congiungeva Mont Saint Michel, in Francia, proprio a Monte Sant'Angelo, passando - fra l'altro - per alcuni dei siti inclusi nel progetto, lungo un percorso che attraversava la maggior parte dei tenitori italiani soggetti a dominazione longobarda per poi spingersi - di lì a poco - oltre l'Adriatico, fino alla Terra Santa, attraverso i porti di Brindisi e Taranto. L'itinerario attraverso 1'«Italia Langobardorum» proposto all'Unesco è dunque notevolmente articolato, come dimostra la quantità e varietà di enti coinvolti nella progettazione. Ma al ministero dei Beni culturali sono ottimisti: «La candidatura sarà sicuramente accettata», ha dichiarato infatti ieri il sottosegretario Danielle Gattegno Mazzonis; «per il suo alto valore nazionale e per la sua vocazione europea, visto che in futuro il sito potrebbe allargarsi ad altri Paesi».
Monte Sant'Angelo, patrimonio mondiale
La città di Monte Sant'Angelo, in Puglia, è stata candidata al patrimonio Unesco insieme ad altri centri longobardi in tutta Italia. La candidatura è stata presentata al ministero per i Beni e le Attività culturali e ha ricevuto l'approvazione del sottosegretario Danielle Gattegno Mazzonis. Il sito include il centro storico della città e il Santuario di San Michele Arcangelo, che i longobardi hanno trasformato in un luogo sacro per il culto del loro dio della guerra. La candidatura è stata proposta come parte della "via sacra dei longobardi", un itinerario che congiungeva Mont Saint Michel in Francia a Monte Sant'Angelo.
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