Brescia candidata a entrare nella lista Unesco. Ministero, Comune di Brescia e Fondazione Cab hanno firmato lintesa per ottenere il riconoscimento. BRESCIA - Nel 753 qui, dove anticamente era stato un sito residenziale romano, il re longobardo Desiderio volle la chiesa di San Salvatore. Qualche anno più tardi, quando qui ne arrivarono le spoglie traslate dalla Corsica e da Livorno, prese il nome di Santa Giulia, martire cristiana originaria di Cartagine e ora venerata in diverse città e da diverse comunità. E ancora qui visse la sua triste vicenda - almeno secondo la tradizione ripresa dal Manzoni nell«Adelchi» - Ermengarda, figlia di Desiderio e moglie ripudiata di Carlo Magno. A Santa Giulia batte il cuore antico di Brescia: ancora più forte da quando nel 1998, dopo 18 annidi lavori e 30 miliardi (di lire) di investimenti, il complesso di via dei Musei è diventato il centro della nuova vita della città, quella delle grandi mostre e del nuovo impulso culturale. E ieri Santa Giulia ha fatto anche il primo, importante passo per entrare nella famiglia dei siti di tutto il mondo iscritti dal lUnesco nella lista che rappresenta il Patrimonio dellUmanità. Sono 830 fra beni culturali e naturali sparsi in 138 paesi del mondo che, in base al trattato internazionale del 1972 appartengono a tutti i popoli, per essere protetti e conservati per le generazioni future. «È un punto di approdo ma anche di partenza. E, insieme, una novità assoluta». Il sindaco Paolo Corsini, con Agostino Mantovani (presidente della Fondazione Brescia Musei e segretario della fondazione Cab, che gestisce Santa Giulia) ha firmato ieri a Roma lintesa con il ministero per i Beni culturali indispensabile a ottenere il riconoscimento. E spiega: «Punto di approdi un percorso di riscoperta della nostra storia e della nostra civiltà che Brescia ha iniziato tanti anni fa: con la riscoperta della civiltà longobarda come seguito e renovatio delletà classica». E non a caso la chiesa di Desiderio sorse su quelle dimore romane che ancora si ammirano dalle Domus dellOrtaglia. Aperto Santa Giulia, sono state di scena le mostre sulle radici dellEuropa e dellItalia: «Il futuro dei Longobardi» prima, «Bizantini, Croati, Carolingi» poi. «Punto di partenza e novità - aggiunge Corsini - perché normalmente quelli iscritti nella sua lista dallUnesco sono siti singoli. Ma da quelle mostre fra il 2000 e il 2002 e dal recupero di questo complesso, a Brescia è nata lidea di una rete di luoghi legati alla civiltà longobarda che hanno rappresentato il primo sentimento, la prima idea di nazione». Il sito nazionale si chiama infatti «Italia Longobardorum: centri di potere e culto (568-774 dc)» e, se con Santa Giulia Brescia ne è la capofila, ci sono anche Castelseprio (Varese), Cividale del Friuli, Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte SantAngelo in Puglia. Il protocollo firmato con il ministro Francesco Rutelli prevede ora un piano per la valorizzazione e la conservazione delle testimonianze longobarde oltre alla realizzazione di un sito internet, di una collana editoriale «su misura», di studi scientifici, progetti di ricerca e convegni. Così, si raddoppia unaltra volta il ruolo di questo cuore-museo della Lombardia: esso stesso fra i tesori del pianeta e, nel contempo, contenitore e cornice delle grandi mostre che - da Monet, la Senna e le ninfee del 2004-2005 all«America!» di questi mesi - hanno portato a Brescia oltre due milioni di visitatori.
LOMBARDIA - l uoghi longobardi tesoro dellumanità
Il Comune di Brescia, il Ministero per i Beni culturali e la Fondazione Cab hanno firmato un accordo per candidare la chiesa di Santa Giulia a entrare nella lista Unesco. La chiesa, che risale al 753, è stata costruita sul sito di un'antica chiesa romana e contiene le spoglie di Santa Giulia, martire cristiana. Il complesso di Santa Giulia è stato restaurato nel 1998 e ora ospita le grandi mostre e il nuovo impulso culturale della città. Il sindaco di Brescia, Paolo Corsini, ha spiegato che il riconoscimento Unesco rappresenta un punto di approdo per un percorso di riscoperta della storia e della civiltà longobarda.
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