Un Antonello da Messina? Un acquisto davvero straordinario, e vista la ci fra, direi anche un vero affare per la Sicilia intera». Vittorio Sgarbi plaude all'acquisto del dipinto di Antonello da Messina (quasi unanimemente attribuito al maestro) "La Madonna col Bambino e un frate orante", che l'assessorato regionale ai Beni culturali si è aggiudicato questa estate nel corso di un'asta da Christy's a Londra, e che verrà presentato al pubblico perla prima volta domani alle 11 al Museo regionale di Messina. Alla presentazione sarà presente anche Sgarbi, che ha appena inaugurato in città la mostra "La ricerca dell'identità, da Antonello a de Chirico", alla quale è inoltre legato il concorso per gli studenti delle scuole medie, che dovranno scegliere uno dei ritratti e produrre un elaborato affiancando ad esso una ideale colonna sonora «L'acquisto del dipinto su tavola di Antonello dice Sgarbi è stato caldeggiato da me. Era una possibilità importante per far tornare qui un dipinto del maestro». Sgarbi, lei ha inserito sempre più frequentemente Ja Sicilia nei suoi suoi 'tinerari. E in modo proficuo, vista la visita ai depositi del Castello Ursino a Catania... «Ho trovato dei dipinti davvero straordinari, come "Ofelia pazza" del Rapisarda, e ho deciso, dopo averli visti, di ampliare l'esposizione con altre quindici opere. Sia per connotarla con una presenza di artisti siciliani, sia per dare la possibilità di vedere opere solitamente non fruibili». Dove si trovavano le opere? «Diciamo che ho fatto uno "scavo" nel Castello, erano nei depositi. quindi invisibili. Inizialmente sembrava che ci fossero delle difficoltà per avere queste opere anche per la tappa seguente della mostra, che si sposterà a Padova, ma a quanto pare si è risolto il problema. E poi prestare queste opere siciliane significa farle conoscere. Tanto di guadagnato». PiazzaArmerinaèpiùbellaa notte fonda? «Nessuna forma di arroganza. Solo è capitato così. Comunque è stato importante averla vista. Piazza Armerina è bellissima, è importante come la Cappella Sistina. Per me è il più bel posto del mondo, e non si può consentire che rimanga in quel modo. È un danno all'immagine, all'identità culturale e politica del luogo». Come vede la situazione dei beni culturali in Sicilia? «Ci sono moltissimi problemi da risolvere, ereditati da anni di cattiva amministrazione. Basta girarsi intorno e ci si accorge di cento anni di incuria in ogni angolo». Un modo per affrontare i problema? «Con il recupero. Ma attenzione ai restauri: i danni maggiori al nostro patrimonio vengono realizzati proprìo con i restauri, atto finale della manutenzione mancata. È un problema complesso che non va trascurato se non si rischiano catastrofi di questo tipo (indicaòa; facciata dell'Oratorio di Sar Lorenzo.ndr)». E sulla dismissione cosi pensa? «Dico solo che vendere ut bene che appartiene alla no stra nazione è come vendere 1; propria madre. E non ha senso ( questo paternalismo irritanti che sta portando l'Italia a riconsegnare la stele di Axum al l'Etiopia». Quali sono i suoi musei sic! liani preferiti? «Il Pepoli di Trapani e Palazzo Mirto a Palermo».