Un dono per la chiesa del Carmine dal sacerdote che ha adottato gli strumenti pistoiesi come suoi figli -------------------------------------------------------------------------------- Pistoia avrà un nuovo organo, sarà un tipo di strumento che mancava a questa "città degli organi"; lo pagherà per intero, quasi sessantamila euro, il cittadino e canonico della cattedrale, don Umberto Pineschi. Ne sarà arricchita la Chiesa del Carmine. Anzi, lo strumento è già pronto ed attende solo di essere montato nella chiesa. L'operazione avverrà nei prossimi giorni e sarà curata dal costruttore organaro Glauco Ghilardi, che viene da Lucca. Il merito della nuova installazione va attribuito sostanzialmente a Pineschi, organista di pregio e gran diffusore, fino in Giappone, di questa scienza organistica ed organaria che è un fiore all'occhiello della cultura pistoiese. Suoi i soldi per la realizzazione e sua anche l'idea. Don Umberto Pineschi ha adottato gli organi pistoiesi come fossero suoi figli. Infatti è a queste macchine sonore costruite a onore di Dio che sta lasciando la sua eredità. Oltre all'organo del Carmine, si ricorderà come appena lo scorso anno abbia investito del suo altri centodiecimilamila euro per dare un "gemello" Ghilardi" al secentesco organo Hermans nella chiesa dello Spirito Santo di cui è parroco. «Non ho né moglie, né figli - dice sorridendo il buon prete - dunque i miei denari li spendo così, per passione...». «Di dotare di un organo la chiesa del Carmine - racconta lui stesso - mi venne in mente quattro anni fa, prima ancora che ne fosse inaugurato il restauro. Avevo notato la cassa vuota nella controfacciata dove appare per altro la data 1746». A quel punto il prete-musicista ha pensato: «Forse un organo c'era anche allora, ma non se ha traccia. Sapevo pure che nelle soffitte della pieve di Sant'Andrea c'erano le canne dell'organo Tronci del 1842, tolto alla chiesa e non ripristinato, chissà perché, durante il restauro del 1962». «Pensai infine - ricorda - che a Pistoia mancava un organo di tipo spagnolo: ora lo avrà». «E sarà - continua il sacerdote - in linea con la cultura organara pistoiese poiché il Tronci, il secondo Filippo, nel 1840 realizzò un organo impostato alla spagnola nel duomo di Montepulciano». «L'idea di realizzarne uno simile mi è venuta dalla stessa chiesa del Carmine - continua don Pineschi - perché Francisco Correa de Arauxo, il più grande compositore iberico per organo, fu un sacerdote più o meno contemporaneo di due grandi santi carmelitani spagnoli: Santa Teresa di Avila e S.Giovanni della Croce». Don Pineschi quindi aggiunge: «Il nuovo organo sarà simile a quello di S.Benedetto, stessa estetica e analoghe dimensioni. Trattandosi di un nuovo strumento non ho potuto accedere a finanziamenti da parte della Sovrintendenza, fatta eccezione per un terzo circa della spesa attorno ai 10 mila euro, per il restauro delle canne, in quanto esistenti, recuperate in Sant'Andrea». Poi fa notare: «Si tratta di un numero davvero considerevole, 539 canne, di cui il 90 per cento proviene appunto dalla vicina pieve». «Sarà in tutto e per tutto - continua dunque don Pineschi - un organo pistoiese: nello stile della facciata tardo settecentesco, ed anche nel suono che ascolteremo simile, per chi lo ricorda, a quello di S. Bartolomeo del 1844, restaurato nel 1974, ma già muto di nuovo, ed ovviamente sarà un suono simile all'organo "spagnolo" di Montepulciano». Intanto anche la scheda tecnica aggiunge interesse e curiosità. Vi si legge di flauti, cornetti e trombe, e si aggiungono timpano, usignoli e tremolo. L'ascolteremo il 22 giugno prossimo, di domenica, giorno in cui lo inaugurerà il vescovo. Organista, neanche a dirlo, Umberto Pineschi.