VENERDÌ, 11 GENNAIO 2008 Pagina 3 - Pontedera -------------------------------------------------------------------------------- Una fortezza su due Comuni; tanta storia alle spalle e un futuro denso di interrogativi. Maestosa, in posizione dominante, meta di turisti e curiosi che sfidano il sentiero impervio per fare un tuffo nel passato. Collocata su una scogliera di macigni di verrucano, posti quasi verticalmente rispetto al suolo, a formare la base naturale della fortezza ed al tempo stesso un elemento costitutivo della stessa, la Verruca è oggetto da sempre di credenze e leggende, generate dalla suggestione che suscita nell'osservatore: ma oggi è dominata dal degrado. Stavolta non c'è da prendersela con amministrazioni comunali poco sensibili alle bellezze architettoniche del proprio territorio. L'attuale stato in cui versa la Rocca deriva dal disinteresse dei proprietari. Già, perché quello che nel corso della storia ha rappresentato un caposaldo inespugnabile per tutti gli eserciti e le potenze interessate alla conquista del territorio circostante, è finito in mano di privati, che evidentemente non sono interessati a un suo recupero. Il plurale è d'obbligo, visto che le proprietà sono due. La Verruca è a cavallo di due territori: il versante che si sviluppa nel comune di Calci, è di proprietà di una famiglia della zona, mentre l'altra metà fa parte del Comune di Vicopisano, ed è nelle mani di una società immobiliare. La Verruca è raggiungibile sia da Vicopisano che da Calci: basta armarsi di scarpe da trekking e essere disposti ad affrontare una passeggiata immersi nella natura. Ed è anche visitabile. Il problema è che il trascorrere degli anni ha provocato grossi problemi alla struttura, che avrebbe bisogno di un intervento di consolidamento. L'amministrazione comunale di Vicopisano, guidata da Antonella Malloggi, sarebbe anche disponibile a valutare l'ipotesi. Ma prima di tutto ci vuole la disponibilità dei proprietari: «Ci sono delle associazioni che si sono interessate alla questione e hanno promosso, proprio un paio di mesi fa, un incontro, al quale abbiamo partecipato insieme ai nostri tecnici, ai rappresentanti del Comune di Calci e a quelli della Soprintendenza. C'è la volontà di fare qualcosa, ma prima di tutto ci deve essere l'interesse dei proprietari». Che è tutto da verificare: «La stessa Soprintendenza sarebbe interessata a recuperare la Verruca, consapevole dell'importanza storica che riveste». La prima menzione del Castello della Verruca si ha in un documento del 996, quando l'Imperatore Ottone III conferma a Majone, abate di San Salvatore Sesto, tutti quei beni che l'abbazia possedeva precedentemente, tra i quali è citata anche la Verruca e l'abbazia di San Michele alla Verruca. La Verruca fu anche al centro delle battaglie tra pisani e fiorentini, che ben conoscevano l'importante funzione di vedetta di questa Rocca. I fiorentini nel 1503 decisero di fortificarla ulteriormente ed incaricarono del progetto Leonardo Da Vinci. Ma che la Verruca fosse importante lo si deduce anche dalla lettera scritta da Niccolò Machiavelli ai Commissari di Campo che combattono a Pisa: «...pensiamo che subito voi harete già pensato di andare avanti et levarvi dinnanzi agli occhi la Verrucola, la quale ci è sempre stata una continua molestia et uno impedimento ad codesti nostri luoghi all'intorno, et adiuto non picciolo alli inimici...». «Attualmente - si legge sul sito internet Viconet.it - si conservano rovine che permettono una lettura dei diversi interventi ricostruttivi. A pianta pentagonale, la Verruca presenta due grossi torrioni laterali di forma circolare nel lato anteriore, frutto degli interventi di restauro cinquecenteschi e costruiti in mattoni, ed una coppia di bastioni a spigolo vivo sul lato posteriore in pietra locale. Pur seriamente danneggiata dalle vicissitudini storiche, la fortezza mostra chiaramente la disposizione strutturale originaria e consente ancora di capire l'organizzazione interna delle strutture in alzato. Sono invece ben conservate tutte le strutture interrate come la cisterna o i corridoi di accesso alle torri laterali. Inoltre è presente un edificio costituito da grossi blocchi di verrucano, tradizionalmente identificato come una chiesa. La porta, a cui si arriva mediante una ripida scaletta intagliata nella roccia, conserva ancora la struttura trilitica, le tracce dei cardini e dei dispositivi di chiusura e consente l'ingresso nella fortezza. La fortezza è edificata su due livelli, di cui uno completamente interrato. Il livello superiore è quello che ha subito i danni maggiori, ad esempio sono scomparsi del tutto le merlature e le varie strutture coperte, delle quali però in alcuni punti si intravedono i resti. La Rocca presenta accessi nel terreno che conducono ai bastioni laterali nei quali sono state ricavate stanze da cui era possibile sparare o sorvegliare l'esterno. Sul lato nord sono visibili una serie di archi in muratura che sostenevano la struttura portante di una copertura analoga a quella appena descritta e oramai franata». La speranza è che presto arrivino delle novità: «La Soprintendenza - spiega il sindaco - ha preso l'impegno di scrivere ai proprietari per cercare di smuovere la situazione. Per quanto ci riguarda, se c'è la disponibilità a garantire una fruizione pubblica dell'area, siamo disponibili a pensare a un progetto, per poi cercare i finanziamenti. Ma ci deve essere la volontà della proprietà».
TOSCANA - VICOPISANO. Sos ai privati per la nuova vita dell'antica rocca
La Verruca è una fortezza situata su una scogliera di macigni di verrucano, a cavallo dei due comuni di Calci e Vicopisano. È stata costruita nel corso della storia e ha subito diversi interventi di restauro. Attualmente, la struttura è in stato di degrado e i proprietari non sembrano interessati a un suo recupero. La Soprintendenza ha preso l'impegno di scrivere ai proprietari per cercare di smuovere la situazione, ma ci deve essere la disponibilità a garantire una fruizione pubblica dell'area. Il sindaco di Vicopisano ha espresso la speranza che presto arrivino delle novità.
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