Stanziati 300mila euro: sarà porta del parco archeologico -------------------------------------------------------------------------------- Mentre i pareri tra maggioranza e minoranza sono discordi sull'acquisto dell'albergo Alto Matanna, sembra invece che ci sia un accordo tra tutte le forze politiche per acquisire al patrimonio del comune l'antico molino di Candalla, che anche ora può essere azionato con la ruota ad acqua che che scende dalla piccola castana del torrente Lombricese. La giunta infatti ha già nel bilancio pluriennale d'investimenti, per il 2008, la somma di 300 mila euro, quanto basterebbe per l'acquisto (l'ultima parola spetta comunque ai proprietari). Il Molino di Candalla, detto di Taccone, rappresenta la porta di accesso al parco di Candalla per la quale la variante al piano strutturale rilancia un progetto che si era arenato lo scorso anno: la valorizzazione delle coste di Candalla, la Grotta all'Onda, il monte Prana, ecc, nell'ambito del piano naturalistico-archeologico del Lombricese previsto dalla Comunità montana Alta Versilia. Secondo il sindaco Giampaolo Bertola tutto questo «per favorire la conoscenza e la frequentazione del turismo di qualità nelle aree di elevata valenza ambientale e culturale con la realizzazione di percorsi guidati, parchi museali ed aree a rispetto integrale». La Provincia di Lucca ha approvato il Piano di sviluppo socio agricolo e turistico della Comunità montana Alta Versilia che riguarda anche gli obiettivi della variante al piano strutturale il cui procedimento è già stato approvato dal consiglio comunale. Il piano, una volta operante, è lo strumento idoneo per far decollare il Parco dell'area del torrente Lombricese, di Candalla e del suo ambiente naturale. Con l'acquisto di questo antico opificio ad acqua si realizzererà anche un vecchio progetto del gruppo archeologico di Camaiore che fu presentato all'amministrzione comunale nel lontano 1966. «Quel progetto - dice il presidente del gruppo archeologico Doriana Francesconi - per il recupero dell'area, completo di ricerche storiche inedite, destò molto interesse ed entusiasmo e vedeva così utilizzato un pezzo di territorio ancora integro nel quale c'era anche l'acquisto del molino di Candalla». Seguendo le tracce di quel progetto, il regolamento urbanistico ha inserito negli ambiti di valorizzazione turistico ambientale quest'area di 415 ettari che, per l'attuazione, è necessario un progetto esecutivo comunale. Progetto nel quale, ora, va ad inserirsi anche la comunità montana ed è ribadito nella variante al piano strutturale. E nel vi è appunto presente la casa del Parco e gli uffici all'interno del molino di Candalla. Gli edifici di interesse culturale da recuperare sono la ferriera Barsi e il pastificio Bertagna a Candalla, il molino Biagi, il mulinaccio, il molino e frantoio Benedetti e il polverificio Pardini. Da recuperare anche i percorsi storici che vanno da Lombrici a Metato per Montecastrese, da Le pianacce a Metato per Montecastrese, da Metato e da Casoli per Monte Penna, da Candalla a Casoli, da Candalla al Complesso Pardini, da Casoli al polverificio Pardini. La vasta area comprende interessanti siti archeologici soggetti a tutela, riqualificazione e nuovi scavi quali Monte Castrese, (castello mediovale), Monte Penna (villaggio mediovale) ed aree di interesse paleontologico e speleologico soggetti a tutela e cioè quelle di Grotta delle Pianacce, Ripari di Candalla e, la più importante, di Grotta all'Onda.