L'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, in un intervento in consiglio comunale gli aveva lanciato una frecciata, accusandolo di essere legato a vecchi schemi e una concezione sorpassata di cultura. Ma soprattutto di non conoscere il suo mestiere, per aver sostenuto che laddove i musei sono a pagamento, non si fa ricerca. Proprio lui, Giovanni Pinna, paleontologo di fama internazionale, il candidato italiano che l'anno prossimo contenderà ad una signora delle Barbados la presidenza ICOM, l'associazione mondiale dei musei e dei professionisti del scltore. Che nei musei c'è stato una vita - a Milano ha diretto quello di Storia naturale e il Planetario dal 1981 al 1996 - e intrattiene tuttora rapporti con i responsabili delle più importanti raccolte d'arte straniere. Sul terreno della polemica non scende. Piuttosto, si lascia andare ad una risata. Respinta la frecciata («Carrubba presume di sapere come la penso, citando una mia mezza frase riportata dai giornali»), ribadisce la sua netta coltrartela e la argomenta. Sa "a pure "politica", la tariffe per entrare nei musei civici approvata dal consiglio comunale, ma resta «una decisione sbagliata. Oltre che inutile». «E' contraria alla vecchia tradizione milanese della gratuità, che aveva un'importante valenza sociale e morale. La fruizione della cultura non può essere considerata alla stregua di altri servizi, come i trasporti. Durante il fascismo, nel 1929, il governo varò l'entrata gratuita, "restituendo al popolo quel che gli appartiene", koinè ben disse lo storico dell'arte, Ugo Ojetti. Si sostiene che con i proventi dei biglietti si potrà migliorare la gestione dei musei... «Ma non ci sarà guadagno! Le esenzioni ridurranno il numero di quelli che pagano, diciamo al 30 ; bisognerà poi gestire le biglietterie, occorrerà personale, il Comune dovrà far ricorso a società esterne.. Penso a quello che è successo alla Galleria Borghese di Roma, dove oltre al costo dell'entrata, si paga un tot per la prenotazione anche quando non c'è affollamento». ti timore è che la novità, preluda di fatto «al trasferimento dei musei civici ad una fondazione. Una soluzione negativa perché impoverisce la produzione culturale. Basti pensare all'esperienza del Museo di scienze, già trasformato in fondazione. Ce l'abbiamo sotto gli occhi: i contributi degli enti pubblici non arrivano più, si fa fatica ad averne dai privati e chi dovrebbe occuparsi della ricerca, si riduce a dare la caccia ai fondi». «I rami secchi, che non "producono", saranno tagliati. E chi saranno? Ovviamente i ricercatori».
Il ticket è inutile e sbagliato
L'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, ha lanciato una frecciata contro il candidato Giovanni Pinna, accusandolo di essere legato a vecchi schemi e di non conoscere il suo mestiere. Pinna, paleontologo di fama internazionale, ha risposto con una risata, respingendo la frecciata e ribadendo la sua coltrartela. Ha sostenuto che la tariffe per entrare nei musei civici, approvata dal consiglio comunale, è una decisione sbagliata e inutile, poiché contraria alla tradizione milanese della gratuità e non porterà guadagno. Ha anche temuto che la novità possa preludere al trasferimento dei musei civici ad una fondazione, che impoverirebbe la produzione culturale.
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