Finanziati i lavori per consolidare lo sperone su cui sorge il castello -------------------------------------------------------------------------------- CASTELL'AZZARA. Il ministro Pecoraro Scanio "salva" Rocca Silvana, il monumento più significativo del Comune di Castell'azzara, inserendo il primo stralcio dell'intervento sulla Rocca, nel 2 piano strategico nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico. Si chiude, dunque, positivamente, una vicenda che dura da tempo e per risolvere la quale lo stesso sindaco di Castell'Azzara Marzio Mambrini aveva chiamato in causa le istituzioni a tutti i livelli. E è lo stesso sindaco, a sottolineare l'importanza storica e architettonica di Rocca Silvana e a sintetizzare le faticosissime tappe che hanno portato a questo traguardo: «Chi transita per la strada che da Selvena, frazione di Castell'Azzara, porta verso Sorano e Pitigliano, si imbatte sui suggestivi e ancora imponenti ruderi di Rocca Silvana, uno dei pochi castelli abbandonati della Toscana che fu, nel medioevo, il palazzo-fortezza più importante dell'Amiata, fra le principali roccaforti e quasi sicuramente la più ricca, posseduta dagli Aldobrandeschi. Ricchezza dovuta ai vicini giacimenti di antimonio, cinabro e vetriolo, sfruttati fin da prima dell'anno 1000 e alla sua posizione, al vertice di una collina rocciosa, con tre lati a strapiombo sulla valle del fiume Fiora che la rendevano pressoché inespugnabile. I resti del castello sono disposti su di una superficie di circa 3500 mq e l'estensione totale dell'insediamento medievale supera i 27000 mq. Rocca Silvana fu abitata fino al XVII secolo quando, con l'esaurirsi delle miniere circostanti, fu abbandonata al suo destino». «Dopo secoli di devastazione e di incuria, il Comune ed il comitato di gestione dei Beni di uso civico - prosegue Mambrini - hanno iniziato a recuperarla, collaborando con l'Università di Siena a campagne di scavo, utilizzando risorse proprie e della Fondazione del Monte dei Paschi e dando vita a più interventi di restauro a cura del Ministero per i beni e le attività culturali fino ad arrivare all'ultimo, concluso nel corso del 2005, inerente il recupero del bastione e l'inizio del restauro del palazzo». La Soprintendenza, tiene a precisare Mambrini, a conclusione dei lavori, «ci informò che prima di attivare altri interventi occorreva intervenire sul degrado geologico del masso roccioso su cui poggia la Rocca e così presentammo, nel gennaio del 2006, un progetto al Ministero dell'ambiente, per mettere in sicurezza la rupe della Rocca e poter così poi proseguire il recupero del complesso. C'è da dire che a metà maggio del 2006 il Ministro dell'ambiente del governo Berlusconi inviò un telegramma con il quale informava il Comune dell'approvazione del progetto, e male restarono gli amministratori locali quando scoprirono, al pari di altri Comuni, che la comunicazione con la quale venivano annunciati i contributi non aveva efficacia. Il Comune di Castell'Azzara, cosciente che le opere di restauro messe in piedi avevano comunque arrestato, seppur momentaneamente, il degrado, restituendo nuova vita al palazzo e facendo anche riemergere alcune pavimentazioni originarie in cotto e che sarebbe stato veramente un danno non continuare nella pregevole opera iniziata ha presentato nel corso del passato anno al Ministero dell'ambiente una nuova domanda di finanziamento per la messa in sicurezza della rupe di Rocca Silvana che è stata, questa volta, accolta positivamente come ci ha comunicato il ministro Pecoraro Scanio. A questo punto, osserva Mambrini, lavori saranno iniziati quanto prima». Ma il primo cittadino, ringraziando tutti quanti si sono spesi per far approvare il progetto, sottolinea che, proprio per il valore che esso riveste per l'intera regione, deve continuare a vedere impegnati non solo il comune ma anche Provincia, Regione e parlamentari del collegio.